| n. 24 | qui
managua, nicaragua...e dintorni |
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13 Febbraio 2009
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agenzia stampa
dell'associazione di amicizia e solidarietà
italia-nicaragua da una idea di cesare ciacci collaborazione di :angela di terlizzi, toni moreschi, federica comelli, massimo angelilli, alessandra basilico, manuela canavesi, alfredo broccolo corrispondenze e foto dal nicaragua e dintorni di giorgio trucchi |
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Il 21 febbraio 1934, scendendo la collina di Tiscapa, dopo una cena con Sacasa, Auguso Cesar Sandino venne catturato ed assassinato, insieme al generale Francisco Estrada e a Juan Pablo Umanzor.
L'omicidio fu voluto e gestito da Anastasio Somoza García, con alle spalle il ministro americano a Managua, Arthur Bliss Lane.
Figli della stessa rabbia Forte il pugno che colpirà in ogni paese in ogni città Chi cammina sopra ai corpi violenta le culture cancella i ricordi Forte il braccio che alzerà la bandiera rossa della libertà Come chi combatte sui monti con le scarpe rotte quando fischia il vento Come Augusto Cesar Sandino Josè Martì y Camilo Torres Come chi combatte col cuore la causa dei poveri contro l'oppressore Come Steven Biko, Hochimin la comandante Clelia, Samora Machel come el Che, Farabundo Martì figli della stessa rabbia Come i Sioux e i Cheyenne, Tupac Amaru e Simon Bolivàr Banda Bassotti lyrics |
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qui
managua, nicaragua è
supplemento ed integrazione on line del bollettino bimestrale "NICARAHUAC - Nicaragua e dintorni" edito dall'Associazione di amicizia e solidarietà Italia-Nicaragua. Dir. resp. Bruno Bravetti. Aut. Trib. di Bologna n.5289 del 5/9/1985. Come il bollettino offre aggiornamenti periodici sul Nicaragua, analisi politiche, attività e progetti dell'Associazione, oltre ad editoriali e notizie brevi. Il bollettino stampato si può ricevere per posta attraverso il tesseramento all'AIN, oppure contattandoci direttamente. I vari numeri sono accessibili anche on-line in formato Acrobat PDF sul sito www.itanica.org nella voce "Boll. Nicarahuac". |
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in questo
numero |
/ Cuba reclama la restituzione della zona illegalmente occupata dagli USA - di R.Alarcòn / Bilancio positivo di un Foro Sociale Mondiale gigantesco - di Sergio Ferrari / BOLIVIA:RIVOLUZIONE IN DEMOCRAZIA / Cambiamento epocale nel Foro sociale mondiale - di Pascual Serrano / Nicaragua: Gaza e Managua nel mirino dell'Unione Europea - di Vincent Boix / Il Messico di fronte alla crisi economica internazionale - di Miguel Pickard / Bilancio economico 2008 dell'America Latina : Dare e avere / Elezioni in Salvador - di Alfredo Broccolo / Appelli-INFO |
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Cuba reclama la restituzione della zona illegalmente occupata dagli USA - di R.Alarcòn
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Bilancio positivo di un Foro Sociale Mondiale gigantesco - di Sergio Ferrari Il Foro sociale mondiale di Belém, Brasile, si è concluso domenica 1 febbraio. Gli organizzatori hanno espresso una grande soddisfazione sull'evento che ha riunito 133mila persone secondo i calcoli ufficiali. Quasi senza tregua, comincia già il lavoro per la prossima edizione del 2011. |
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Cambiamento epocale nel Foro sociale mondiale - di Pascual Serrano Nella IX edizione del Sf l'elemento più significativo è stato la presenza di quattro presidenti latinoamericani: Evo Morales, Bolivia, Hugo Chávez, Venezuela, Rafael Correa, Ecuador, e Fernando Lugo, Paraguay. Il Foro sociale è nato nel 2001 dalla creazione di Attac Francia e sull'onda delle manifestazioni di Seattle contro la riunione dell'Organizzazione mondiale per il commercio, Omc. Si trattava di creare una specie d'incontro parallelo ma di segno politico inverso al Foro economico mondiale che tutti gli anni si riunisce a Davos, Svizzera, alla fine di gennaio e raccoglie i soggetti più potenti del mondo. In risposta a Davos si provò a convocare un foro che non fosse di natura economica ma sociale, non al Nord ma nel Sud del mondo, precisamente a Porto Alegre, Brasile, e con il motto "Un altro mondo è possibile”. Nel Sf si riuniscono associazioni, movimenti sociali, Ong, sindacati…con l'intento di confrontarsi col modello neoliberista della globalizzazione che domina il mondo. |
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BOLIVIA:RIVOLUZIONE IN DEMOCRAZIA L'approvazione del nuovo testo costituzionale boliviano rappresenta un evento molto significativo e inaugura un nuovo cammino verso una società più egualitaria e giusta. Eppure la battaglia popolare per il controllo del proprio destino non è ancora vinta. Il 25 gennaio il popolo boliviano è tornato alle urne per la terza volta in pochi anni. La prima volta, nel dicembre 2005, lo ha fatto per eleggere un presidente indigeno alla guida del movimento per il socialismo, Mas. Il desiderio di cambiamento è stato ratificato dal 67% di appoggio popolare nell'unico referendum revocatorio della storia repubblicana, celebrato nell'agosto 2008 e, l'ultimo referendum aveva come oggetto l'approvazione di un progetto di costituzione destinato a rifondare la Bolivia e a decolonizzare un paese vittima di cinque secoli di oppressione. |
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Nicaragua: Gaza e Managua nel mirino dell'Unione Europea - di Vincent Boix Il 18 dicembre il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione denominata "Gli attacchi contro i difensori dei diritti umani, le libertà pubbliche e la democrazia in Nicaragua”. La risoluzione è stata supportata dal gruppo Popolare, da quello Liberale "Europa delle Nazioni” ed anche dai "socialisti”, mentre hanno votato contro la "Sinistra Unita” ed i Verdi. |
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Il Messico di fronte alla crisi economica internazionale - di Miguel Pickard In pochi mesi l'economia internazionale è entrata in una profonda crisi che durerà secondo alcuni economisti fino al 2011 o anche più. Qual è la spiegazione della debacle economica-finanziaria internazionale? Un insigne analista, il filippino Walden Bello, l'ha raccontata nella seguente forma:stiamo assistendo alla intensificazione di una delle crisi o delle contraddizioni centrali del capitalismo mondiale globalizzato: una crisi di superproduzione, conosciuta anche come sovra-accumulazione o sovra-capacità. In che modo il capitalismo provò a risolvere la crisi della super-produzione? In altre parole, il capitalismo ha una tendenza a generare una enorme capacità produttiva che supera la capacità di consumo della popolazione, dovuto alle disuguaglianze sociali che limitano il potere d'acquisto, erodendo in questo modo il reddito. Il capitale ha provato tre vie di fuga dalla problematica della superproduzione: la ristrutturazione neoliberale, la globalizzazione e la finanziarizzazione. |
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Bilancio economico 2008 dell'America Latina : Dare e avere La regione è afflitta da una crisi importata. La soluzione però la deve trovare autonomamente. In questa direzione convergono movimenti interessanti. È la politica, stupido! La parafrasi dello slogan della campagna del presidente degli Stati Uniti Bill Clinton (2000-2008) consente di introdurre questo tentativo di bilancio sull'economia latino-americana. I progressi più importanti sono stati raggiunti nell'ambito della politica, più nelle intenzioni che nei fatti concreti, ma con posizioni che in quasi 200 anni di indipendenza non erano mai state sostenute. Nella regione, crediamo, si è compreso che la politica è prioritaria. Per questo motivo, il 2008 passerà alla storia come un anno di intense agitazioni politiche. Alcuni paesi hanno superato scosse interne importanti (Argentina, Bolivia, Ecuador, Venezuela), la diplomazia brasiliana si è consolidata come la più attiva della regione e altri paesi, considerati finora meno integrati nella regione (Cile, Colombia e anche Perú), hanno dimostrato a diversi livelli il desiderio di appartenere a questo universo latino-americano. L'obiettivo di questo articolo è quello di delineare un bilancio in ambito economico di quanto è accaduto negli ultimi dodici mesi. A questo proposito, dobbiamo ammettere che i progressi sono stati lenti. Sia nell'integrazione che nella reazione concreta alla crisi finanziaria che è iniziata negli Stati Uniti e si è riversata sul resto del mondo. |
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Elezioni in Salvador - di Alfredo Broccolo Le elezioni Legislative, Municipali e del Parlamento Centro Americano (PARLACEN) del 18 di gennaio 2009 hanno costituito il primo passo di questo ciclo elettorale al quale seguirà l'elezione presidenziale del prossimo 15 di marzo. Questa è la quarta ronda d'elezioni dopo che fu raggiunto l'accordo di pace nel gennaio del 1992. Questa ciclo elettorale certamente rappresenta un passo avanti verso il raggiungimento di un processo elettorale più trasparente e ultimamente più democratico, grazie all'apertura del Tribunale Supremo Elettorale (TSE) e del governo al dialogo con varie organizzazioni nazionali e internazionali. AD inizio del 2008, l'istituto nazionale democratica per gli affari internazionali (NDI), un'organizzazione pioniera in materia di monitoraggio elettorale a livello mondiale, iniziò un dialogo con L'Istituto Universitario d'Opinione Pubblica (IUDPO) dell'Università Centroamericana "Josè Simeón Cañas", che portò all'accettazione da parte del Tribunale Supremo Elettorale come dei coordinatori elettorali dipartimentali e municipali ad iniziare un processo di monitoraggio elettorale eseguito dallo IUDPO dell'Università Centro Americana come dalla missione degli 42 osservatori internazionali dell'Unione Europea presenti nei 14 dipartimenti del paese e da osservatori dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa). |
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APPELLO
CONTRO IL BLOCCO DEGLI STATI UNITI A CUBA Il
prossimo 29 ottobre 2008 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sarà di
nuovo chiamata a votare sul blocco economico, commerciale e finanziario
imposto, ormai da quasi cinquant'anni, dagli Stati Uniti a Cuba. |
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