n. 37 qui managua,
nicaragua...e dintorni

 

16 Luglio 2010

Arrivederci a settembre

agenzia stampa dell'associazione di amicizia e solidarietà italia-nicaragua
 da una idea di cesare ciacci
 collaborazione di :giorgio trucchi, toni moreschi, federica comelli, massimo angelilli, fabrizio lorusso
corrispondenze e foto dal nicaragua e dintorni di giorgio trucchi

qui managua, nicaragua è supplemento ed integrazione on line del bollettino bimestrale "NICARAHUAC - Nicaragua e dintorni"
edito dall'Associazione di amicizia e solidarietà Italia-Nicaragua. Dir. resp. Bruno Bravetti. Aut. Trib. di Bologna n.5289 del 5/9/1985. Come il bollettino offre aggiornamenti periodici sul Nicaragua, analisi politiche, attività e progetti dell'Associazione, oltre ad editoriali e notizie brevi. Il bollettino stampato si può ricevere per posta attraverso il tesseramento all'AIN, oppure contattandoci direttamente. I vari numeri sono accessibili anche on-line in formato Acrobat PDF sul sito www.itanica.org nella voce "Boll. Nicarahuac".
in questo numero

Honduras, Lobo alla sbarra - di Stella Spinelli PeaceReporter / Il Nicaragua ratifica la Convenzione ILO 169, la legge internazionale per i popoli indigeni / UN MODELLO DI CIVILTÀ IN CRISI TERMINALE - di Edgardo Lander / HONDURAS : CONTESTATI A ROMA IL CARDINALE AMICO DEI GOLPISTI E LA COMUNITÀ DI S. EGIDIO / Elezioni in Colombia- a cura di Associazione nazionale Nuova Colombia / Messico : peggiora la violazione dei diritti umani /

Honduras, Lobo alla sbarra - di Stella Spinelli (PeaceReporter)

L'Organizzazione dei giornalisti ibero-americani (Opi) ha denunciato il presidente al Tribunale dell'Aja per aver ignorato i nove casi di giornalisti morti ammazzati dal golpe 2009. L'Organizzazione dei giornalisti ibero-americani (Opi) ha denunciato il presidente d'Honduras Porfirio Lobo al Tribunale Penale internazionale e ad altri organismi internazionali per aver ignorato i tanti omicidi di giornalisti susseguitesi da quando il paese è stato sconvolto dal colpo di stato del 28 giugno 2009. In tutto si tratta di nove persone, uccise perché brave nel proprio lavoro.
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Il Nicaragua ratifica la Convenzione ILO 169, la legge internazionale per i popoli indigeni
L’assemblea nazionale del Nicaragua ha ratificato la Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro(ILO): l’unico vero e proprio strumento legislativo esistente in difesa dei popoli indigeni. Gli stati che l’hanno sinora adottata sono 22. La Convenzione ILO 169 riconosce i diritti alla terra e all’autodeterminazione dei popoli indigeni e tribali di tutto il mondo e stabilisce una serie di standard e principi vincolanti in materia. Ratificando la Convenzione, il Nicaragua si è impegnato a rispettare e applicare tali diritti.
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UN MODELLO DI CIVILTÀ IN CRISI TERMINALE - di Edgardo Lander

Malgrado il fatto che un’elevata percentuale della popolazione non abbia accesso alle condizioni di base della vita, l’umanità ha già oltrepassato i limiti della capacità rigenerativa della Terra. Senza un freno a breve termine a questo modello di crescita illimitata e un ri-orientamento verso la decrescita, verso l’armonia con ogni forma di vita e verso una radicale ridefinizione dell’accesso ai beni comuni del pianeta, la continuità della vita umana non appare garantita a medio termine. L’attuale modello predatorio di sottomissione sistematica della natura alle esigenze “faustiche” di una crescita senza fine sta distruggendo le condizioni che rendono possibile la vita sul pianeta Terra. Il riscaldamento globale è solo l’espres-sione più visibile di processi di distruzione sistematici che stanno riducendo la diversità genetica, devastando le foreste tropicali, sovrasfruttando i mari, contaminando le acque... Senza risposte effettive e rapide, i problemi ambientali diventeranno sicuramente più gravi, con alterazioni irreversibili sul clima entro un non lunghissimo tempo.
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HONDURAS : CONTESTATI A ROMA IL CARDINALE AMICO DEI GOLPISTI E LA COMUNITÀ DI S. EGIDIO

ROMA-ADISTA.Dovrà farci l'abitudine il card. Oscar Rodriguez Maradiaga: dovunque andrà, vi saranno contestazioni ad attenderlo. È successo anche a Roma, dove, il20 maggio scorso, l'arcivescovo di Tegucigalpa, ribattezzato cardeMal dal popolo honduregno,ha tenuto all'Istituto Itala-Latino Americano (Iila) - su invito, oltre che dell'Iila, dellaComunità di Sant'Egidio - una conferenza dal titolo: "Oltre la violenza e la povertà. Propostedi cambiamento per l'America Latina".Era senz'altro la persona meno indicata, il cardinale, a parlare di "proposte di cambiamento",avendo legittimato il colpo di Stato in Honduras con cui ha avuto brutalmentetermine il processo, questo si, di cambiamento avviato dal presidente Manue1 Ze1aya. Nési è certamente posto "oltre la violenza", non avendo speso neanche una parola per denunciaregli assassinii, le torture, le violazioni dei diritti umani che hanno contraddistinto il governogolpista di Roberto Miche1etti e che continuano a registrarsi sotto l'attuale illegittimogoverno di Porfirio Lobo.
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Elezioni in Colombia - a cura di Associazione nazionale Nuova Colombia

Quando, alle 21.00 circa di domenica 20 giugno, è stato reso pubblico l’esito del ballottaggio per la presidenza in Colombia, abbiamo avuto la conferma di una chiara tendenza delineatasi già al primo turno: da una parte, la schiacciante vittoria di Juan Manuel Santos (69,05% dei voti) contro il lituano Antanas Mockus (27,52%), e dall’altra l’incremento dell’astensionismo, superiore al 55% (quasi 5 punti in più rispetto al primo turno). Considerando che i suddetti dati sono scaturiti dal 99,91% dei seggi scrutinati, si possono prendere come definitivi. Questi sono i due fattori chiave emersi dalla giornata elettorale, sic et simpliciter. Tuttavia, sarà opportuno analizzarne le premesse, le cause, gli effetti a breve e medio termine e la portata, al fine di non precipitare nel dirupo delle banalità e dei luoghi comuni che, in queste ultime settimane, hanno caratterizzato gli articoli dei più variegati “analisti”, “esperti”, “inviati speciali” e via discorrendo, alcuni dei quali purtroppo trovano spesso spazio anche su media alternativi o sedicenti tali.
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Messico : peggiora la violazione dei diritti umani

Dopo una visita di lavoro in Messico, le eurodeputate Satu Hassi e Ska Keller, entrambe del gruppo dei Verdi, hanno dichiarato di essere preoccupate per la situazione dei diritti umani a Oaxaca e sfiduciate per gli scarsi risultati delle indagini rispetto l’attacco del 27 aprile scorso ai danni di una carovana internazionale di pace in cui morirono l’attivista messicana Beatriz Cariño e l’ecologista finlandese Jyri Kaakkola. “La situazione dei diritti umani in questa zona è molto precaria e, secondo molti testimoni, in continuo peggioramento”. In un’intervista a Apro, le parlamentari hanno affermato che gli abitanti di San Juan Copala, municipio in cui è avvenuto l’attacco, vengono continuamente minacciati dalla “Union para el bienestar social” della regione Triqui, Ubisort, un’organizzazione paramilitare legata al Pri e appoggiata dal governo statale con a capo Ulises Ruiz. Per esempio, lo scorso 14 maggio, 30 donne di Copala che si erano recate a Juxtlahuaca per ritirare la quota mensile del programma Progresa, anche se scortate da 300 poliziotti, al ritorno, sono state intimidite da membri di Ubisort e 9 di loro sono state sequestrate e derubate dei prodotti che avevano acquistato.
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