n. 51 qui managua,
nicaragua...e dintorni

14 Dicembre 2011
BUONE FESTE !!!

agenzia stampa dell'associazione di amicizia e solidarietà italia-nicaragua
 da una idea di cesare ciacci
 collaborazione di :toni moreschi, federica comelli, angela diterlizzi, manuela canavesi
corrispondenze e foto dal nicaragua e dintorni di giorgio trucchi

qui managua, nicaragua è supplemento ed integrazione on line del bollettino bimestrale "NICARAHUAC - Nicaragua e dintorni"
edito dall'Associazione di amicizia e solidarietà Italia-Nicaragua. Dir. resp. Bruno Bravetti. Aut. Trib. di Bologna n.5289 del 5/9/1985. Come il bollettino offre aggiornamenti periodici sul Nicaragua, analisi politiche, attività e progetti dell'Associazione, oltre ad editoriali e notizie brevi. Il bollettino stampato si può ricevere per posta attraverso il tesseramento all'AIN, oppure contattandoci direttamente. I vari numeri sono accessibili anche on-line in formato Acrobat PDF sul sito www.itanica.org nella voce "Boll. Nicarahuac".
in questo numero

NICARAGUA Elezioni 2011: Cosa ne pensiamo - Coordinamento AIN / Honduras : LETTERA APERTA AI POPOLI E GOVERNI DELLA NOSTRA AMERICA / Appello per la formazione di “campamenti” di osservazione dei diritti umani in Honduras - Collettivo Italia Centro America CICA / L'Fmi chiede aiuto all'America latina / PERU’:ANCORA UN GRAVE CONFLITTO AMBIENTALE - A CURA DI ALDO ZANCHETTA / ADERIAMO FIRMIAMO E SOSTENEMO LA CAMPAGNA PER IL CONGELAMENTO DEL DEBITO ITALIANO

NICARAGUA Elezioni 2011: Cosa ne pensiamo - Coordinamento AIN
Elezioni presidenziali 2006, elezioni municipali 2008, elezioni presidenziali 2011: da quando il Fsln con Ortega Presidente ha ripreso il comando del governo dopo 16 anni di corretta opposizione, il dopo elezioni nicaraguense è stato caratterizzato da polemiche su tre fronti: gli organismi internazionali che segnalano irregolarità ma alla fine legittimano i processi elettorali, l’opposizione interna che minaccia di mettere a ferro e fuoco il paese e promette di presentare le prove delle frodi senza mai però presentare nulla. Gli ex sandinisti aggruppati nell’ Mrs ormai praticamente estinto a causa del mancato appoggio popolare che, pur di non sparire dalla scena politica si allea alla destra. C’è poi un quarto fronte di polemiche ancora più singolare perché non nicaraguense ma tutto italiano che riguarda una fetta di persone che a vario titolo hanno profuso impegno accanto al Fsln dal lontano 1979 fino al 1990 anno della grande sconfitta elettorale. Molte di queste persone, ormai anagraficamente adulte, sono quelle che esternano la maggiore riprovazione verso una formazione prima militare e poi politica che, essendo riuscita a suscitare un intenso amore, dal 2006 non smette di ricevere critiche aspre e rancorose.

Anche molti di noi dell’Associazione Italia Nicaragua sono rimasti affascinati da un processo rivoluzionario assolutamente originale e ricco di colpi di scena, abbiamo sofferto quando il Frente è stato sconfitto e abbiamo seguito le sue mosse all’opposizione per 16 anni non potendo fare a meno di vedere anche l’affossamento delle conquiste rivoluzionarie, dei diritti e delle condizioni economiche. Siamo stati anche dubbiosi e scettici rispetto al famigerato “pacto” con Aleman per riformare la legge elettorale e sulle scelte elettorali fatte dai sandinisti nelle elezioni del 2006 in primis sulla cancellazione del diritto all’aborto terapeutico sacrificato sull’altare di un patto di non belligeranza con la chiesa cattolica. Siamo convinti che la legge elettorale in vigore in Nicaragua sia brutta e che si presti a processi farraginosi e poco limpidi e che vada cambiata, che la dirigenza del partito vada aperta a quei giovani e giovanissimi che rappresentano la maggioranza della popolazione, che il Frente non sia mai riuscito del tutto a togliersi di dosso la sua nascita come formazione militare, che la lotta per i diritti delle donne contro il machismo mai morto vada incrementata che i dollari provenienti dal petrolio dato dal Venezuela vadano inseriti nel bilancio dello Stato . Questo però lo mettiamo sulla bilancia insieme ai progressi fatti da questo piccolo paese in soli quattro anni; i programmi “populisti” relativi alla fame, l’educazione, la sanità, l’energia elettrica e l’acqua di nuovo per tutti e non più condizionate dai capricci di una multinazionale, hanno funzionato soprattutto nelle campagne storicamente il feudo prima della contra e poi della destra. Alle ultime elezioni hanno partecipato e votato moltissimi giovani che non erano nemmeno nati negli anni ottanta ma che hanno voluto confermare e rafforzare un progetto di governo che evidentemente è riuscito a rendersi credibile non tanto con la retorica (che in America latina non può mai mancare) ma con i fatti. E questi fatti, piaccia o no, sono sul piatto e sotto gli occhi di tutti. Per questi motivi non vogliamo limitarci a dire “i sandinisti non sono più quelli di una volta”. È un fatto innegabile come è innegabile che negli ultimi decenni il mondo si è trasformato a ritmi accelerati e inimmaginabili e nulla può più essere come prima perché gli scenari sono cambiati e i poteri che non sono più occulti sono sempre più forti. È anche innegabile che i veri giudici di questa fase storica nicaraguense saranno i giovani che, potendo usufruire di una formazione scolastica e forse anche politica, migliore, porteranno avanti questa esperienza. Non vogliamo nemmeno metterci dalla parte degli amanti delusi ma, volendo mantenere un giusto distacco a volte limitato dalla simpatia che abbiamo per questo paese, continuare nella scelta che abbiamo fatto nel lontano 1990. Un percorso di solidarietà e informazione che prevede di avere come controparti non governi o partiti ma parti della società civile che ben volentieri continueremo ad appoggiare nel loro percorso di rafforzamento interno per migliorare il loro paese, il loro governo senza essere cooptati da forze politiche.
Porgiamo i nostri più sinceri auguri al nuovo governo augurandoci che sappia capitalizzare i frutti raccolti nelle ultime elezioni per rafforzare i processi democratici, partecipativi e di rafforzamento economico in Nicaragua. Gli stessi auguri li facciamo al popolo del Nicaragua, che sappia tutelare le proprie conquiste e che continui a stare a fianco del proprio governo istigandolo ad approfondire questi processi.

Associazione Italia Nicaragua

 

Honduras : LETTERA APERTA AI POPOLI E GOVERNI DELLA NOSTRA AMERICA
Siamo profondamente preoccupati e preoccupate per la gravità della situazione del movimento contadino del Bajo Aguan, nella regione settentrionale dell’Honduras. Giorno per giorno ci pervengono nuove denunce - alcune disperate - sui crimini subiti. Con una presenza militare e poliziesca fortemente intensificata negli ultimi tempi - la cui responsabilità nella repressione è ripetutamente segnalata - siamo convinti che è urgente agire per evitare conseguenze peggiori. Ci tormenta in particolare la preoccupazione per i bambini e bambine del Bajo Aguan, che vivono in situazione di terrore: i traumi causati dalla repressione e dalla paura cui sono costantemente sottoposti, marcheranno la loro vita per sempre. Alcuni giorni fa, proprio quando iniziava l'Operativo militare Lampo, un gruppo di contadini e contadine di ritorno dal cimitero, dopo aver fatto visita alle tombe dei loro parenti e compagni contadini caduti nella lotta per la terra, sono stati assaliti, alcuni assassinati, altri feriti. I bambini e le bambine che li accompagnavano sono stati testimoni di quel brutale attacco. Per questo alziamo la nostra voce di allerta e sollecitiamo una pronta ed efficace risposta da parte dei popoli, governi ed istituzioni della nostra America in difesa della vita e per porre le basi per una giusta risoluzione dei conflitti di fondo.

Appello per la formazione di “campamenti” di osservazione dei diritti umani in Honduras - Collettivo Italia Centro America CICA
Cari amici/e, compagni/e,
Da un annetto stiamo lavorando assieme ad organizzazioni di base e con il COFADEH (http://www.defensoresenlinea.com/cms/), alla costruzione e al rafforzamento di campamentos per osservatori internazionali in Honduras.
La necessità di presenza internazionale nelle organizzazioni e comunità di base, si è fatta più forte a causa dell’aggravarsi delle condizioni in cui si trovano ad operare a seguito del colpo di stato avvenuto nel Giugno 2009.
Dall’estate 2011 è attivo un campamento nella comunità di Puerto Grande, nella penisola di Zacate Grande. I/le primi/e campamentisti/e, in tutto una decina, hanno svolto e stanno svolgendo un’importante lavoro di osservazione e accompagnamento nella zona,dove l’organizzazione locale di base, ADEPZA, vive un clima di forte repressione, minacce ai dirigenti, minacce di sgomberi ecc...

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L'Fmi chiede aiuto all'America latina - Alessandro Grandi da peacereporter.net

Cambia il vento e da peso per l'Fmi oggi i Paesi sudamericani sono una risorsa. Soprattutto economica
Il vento che spira in America latina da qualche anno è cambiato. L'ondata progressista che ha investito l'area ha di fatto cambiato positivamente la società e l'economia dei Paesi della zona. Inoltre, le diverse economie che negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante, adesso fanno molta gola anche a quei paesi e continenti che dell'America latina non si erano mai interessati.
La riprova è arrivata proprio in questi giorni che hanno visto il presidente del Fmi (Fondo Monetario Internazionale), imbastire una serie di colloqui con i presidenti della regione. La richiesta, giunta dall'Fmi è stata piuttosto chiara: studiare "prestiti bilaterali" per rimediare, anche, alla situazione che potrebbe aggravarsi nell'eurozona.
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PERU’:ANCORA UN GRAVE CONFLITTO AMBIENTALE - A CURA DI ALDO ZANCHETTA

In America Latina i conflitti ambientali si moltiplicano giorno per giorno sia nei paesi con governi“conservatori” che in quelli con governi “progressisti”. Per i popoli indigeni e per le comunità campesine è questione di vita o di morte e le loro proteste non si arrestano né di fronte alla criminalizzazione delle proteste sociali che portano ad arresti indiscriminati nè agli omicidi mirati dei leaders della protesta né alle proclamazioni dello stato di emergenze. Fra queste resistenze per la vita spicca in questi giorni la vicenda della miniera Conga nella già devastata regione di Cajamarca in Perù, dove da giorni vige lo stato di assedio proclamato dal governo progressista del neoeletto Hollanta Humala Tasso. La fine di una già incerta luna di miele? E’ quanto esamineremo con più attenzione nel prossimo mininotiziario. Pubblichiamo qui uno scritto sull’argomento del leader popolare Hugo Blanco, già noto ai nostri lettori. La traduzione è di Gaia Capogna.
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ADERIAMO FIRMIAMO E SOSTENEMO LA CAMPAGNA PER IL CONGELAMENTO DEL DEBITO ITALIANO


Continuano a farci credere che per uscire dal debito dobbiamo accettare manovre lacrime e sangue che ci impoveriscono e demoliscono i nostri diritti. Non è vero. La politica delle manovre sulle spalle dei deboli è voluta dalle autorità monetarie europee come risultato della speculazione. Ma è intollerabile che lo Stato si adegui ai ricatti del mercato: la sovranità appartiene al popolo, non al mercato!

Esiste un'altra via d'uscita dal debito. E' la via del congelamento e se la condividi ti invitiamo a firmare e a diffondere questo documento, affinché si crei una grande onda che dica basta alle continue manovre che distruggono il tessuto sociale. Il problema del debito va risolto alla radice riducendone la portata. Non è vero che tutto il debito va ripagato, il popolo ha l'obbligo di restituire solo quella parte che è stato utilizzata per il bene comune e solo se sono stati pagati tassi di interesse accettabili. Tutto il resto, dovuto a ruberie, sprechi, corruzione, è illegittimo e immorale, come hanno sempre sostenuto i popoli del Sud del mondo.

Per questo chiediamo un'immediata sospensione del pagamento di interessi e capitale, con contemporanea creazione di un'autorevole commissione d'inchiesta che faccia luce sulla formazione del debito e sulla legittimità di tutte le sue componenti. Le operazioni che dovessero risultare illegittime, per modalità di decisione o per pagamento di tassi di interesse iniqui, saranno denunciate e ripudiate come già è avvenuto in altri paesi.

La sospensione sarà relativa alla parte di debito posseduto dai grandi investitori istituzionali (banche, assicurazioni e fondi di investimento sia italiani che stranieri) che detengono oltre l'80% del suo valore. I piccoli risparmiatori vanno esclusi per non compromettere la loro sicurezza di vita.

Contemporaneamente va aperto un serio e ampio dibattito pubblico sulle strade da intraprendere per garantire la stabilità finanziaria del paese secondo criteri di equità e giustizia.

Almeno cinque proposte ci sembrano irrinunciabili: 

  • riforma fiscale basata su criteri di tassazione marcatamente progressiva;
  • cancellazione dei privilegi fiscali e seria lotta a ogni forma di evasione fiscale; 
  • eliminazione degli sprechi e dei privilegi di tutte le caste: politici, alti funzionari, dirigenti di società;
  • riduzione delle spese militari alle sole esigenze di difesa del paese e ritiro da tutte le missioni neocoloniali;
  • abbandono delle grandi opere faraoniche orientando gli investimenti al risanamento dei territori, al potenziamento delle infrastrutture e dell'economia locali, al miglioramento dei servizi sociali col coinvolgimento delle comunità.

Attorno a queste poche, ma concrete rivendicazioni, è importante avviare un dibattito quanto più ampio possibile, partecipando al forum appositamente costituito all'indirizzo www.cnms.it/forum

Se poi l'onda crescerà, come speriamo, decideremo tutti insieme come procedere per rafforzarci e ottenere che questa proposta si trasformi in realtà.

Francuccio Gesualdi , Aldo Zanchetta, Alex Zanotelli, Bruno Amoroso, Antonio Moscato, Alberto Zoratti, Claudia Navoni, Rodrigo A.Rivas, Giorgio Riolo, Roberto Bugliani, Luigi Piccioni, Michele Boato, Carlo Contestabile Ciaccio, Roberto Fondi, Roberto Mancini, Gianni Novelli, Achille Rossi, Paolo Cacciari, Maurizio Fratta, Fabio Lucchesi, Lorenzo Guadagnucci, Nadia Ranieri, Paola Mazzone, Enrico Peyretti, Gaia Capogna, Francesco Amendola, Uberto Sapienza, Manuela Moschi, Mauro Casini, Roberto Viani, Michela Caniparoli, Franco Fantozzi, Franco Nolli

http://www.cnms.it/campagna_congelamento_debito

 

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