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Categoria: Honduras resiste !
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Creato Giovedì, 31 Maggio 2012 09:54
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Scritto da Giorgio Trucchi

Uno Stato per pochi nel regno dell'impunità
Si conclude con successo l'udienza pubblica sulla situazione dei diritti umani nel Bajo Aguán
Le testimonianze strazianti delle vittime del conflitto agrario che in poco più di due anni e mezzo ha provocato la morte di 48 contadini organizzati e ha seminato il terrore nella Valle dell'Aguán, sono state le protagoniste dell'Udienza pubblica sui diritti umani delle comunità contadine di questa regione al nord-est dell’Honduras.
La grave situazione che si vive in questa zona mette nuovamente in evidenza l’assenza totale dello Stato, l'ingiusta ripartizione delle terre e l'urgente necessità di una riforma agraria che faccia parte di un piano molto più amplio di sviluppo.
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Galleria fotografica del Seminario-
Galleria fotografica Udienza pubblica 1-
Galleria fotografica Udiencia pubblica 2 Per più di quattro ore, le vittime della brutale repressione hanno avuto l'opportunità di fornire le proprie testimonianze di fronte a rappresentanti di nove organizzazioni e reti internazionali provenienti da dodici paesi dell'America Latina ed Europa, della Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e del Parlamento europeo e del corpo diplomatico presente in Honduras.
Le voci e le lacrime delle vedove del Movimento contadino dell'Aguán, Mca, i cui mariti sono stati massacrati nel Tumbador dalle guardie private del proprietario terriero e produttore di palma africana Miguel Facussé Barjum, si sono unite ai dolorosi ricordi del giovane Santos Bernabé Cruz, torturato da militari e poliziotti nella Comunità di Rigores e a quelli di Nectalí Esquivel, del Movimento unificato contadino dell’Aguán, Muca, che ha sofferto lesioni gravi e permanenti agli arti inferiori a causa degli spari e le brutali percosse propinate da agenti della Polizia.
"Nel Bajo Aguán non si rispettano i diritti umani e le istituzioni non hanno dimostrato la volontà di garantire la giustiza alla popolazione e nemmeno di risolvere il grave problema agrario che ha scatenato una preoccupante violenza.
Esiste un’estrema carenza d’istituzionalità, con un Pubblico ministero che non indaga sui crimini commessi contro le famiglie contadine, una Polizia che non persegue i delinquenti e un organo giudiziario che funziona solo per alcuni cittadini.
Vige lo stato d'impunità e alle istituzioni non interessa risolvere l'assassinio di contadini, né la distruzione delle loro case, bensì sembra che stiano al servizio di pochi in questo Paese", ha manifestato, María Silvia Guillén, presidentessa dell'Udienza pubblica ed ex commissaria della Cidh.
Secondo Martín Wolpold-Bosien, coordinatore per l’America Centrale di Fian Internazionale, ciò che si vive nel Bajo Aguán è il conflitto con maggior indice di violenza contro comunità contadine che si registra in questa regione negli ultimi 15 anni.
"I numeri parlano da soli: 48 contadini organizzati, un giornalista e la sua fidanzata assassinati e un altro contadino scomparso e nessuna persona indagata.
Lo Stato deve assumere immediatamente gli obblighi che gli vengono imposti dai trattati e dagli accordi internazionali in materia di diritti umani. Invece di continuare a militarizzare la zona e seminare terrore tra la popolazione, deve mostrare chiari segnali della volontà di indagare tutti i crimini commessi", ha afefrmato Wolpold-Bosien.
Ha inoltre assicurato, in nome di tutte le organizzazioni internazionali presenti, che la comunità internazionale continua a seguire con attenzione ciò che sta accedendo nel Bajo Aguán e che questo dovrebbe essere un elemento che aiuti a evitare maggiore violenza e a stimolare l’indagine sui crimini.
“Si sta portando avanti un attento e costante processo di osservazione, analisi e di denuncia che verrà rafforzato dalla partecipazione di altre organizzazioni e reti internazionali. Alle famiglie contadine diciamo che non sono sole, perché in tutto il mondo ci sono organizzazioni che vegliano affinché si rispettino i loro diritti umani", ha concluso il rappresentante di Fian Internazionale.
Le organizzazioni che hanno convocato l’evento1 hanno infine letto alcune osservazioni preliminari, le quali verranno integrate alla Dichiarazione finale che sarà resa pubblica il prossimo 1 giugno durante una conferenza stampa.
Hanno sottolineato l'urgente necessità di realizzare in Honduras una riforma agraria che faccia parte di un piano nazionale di sviluppo ampio e integrale, la modificazione del quadro giuridico in materia di politica agricola per eliminare i dannosi effetti provocati dall’approvazione (1992) della Legge di modernizzazione agricola e dalle politiche neoliberiste.
Le organizzazioni hanno anche chiesto all’Unione Europea la non ratificazione dell’Accordo di Associazione con il Centroamerica e alla comunità internazionale in generale la sospensione degli aiuti militari all’Honduras e di qualsiasi finanziamento a quelle istituzioni o imprese che violentino i diritti umani.
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1 APRODEV (Asociación de Agencias de Desarrollo ligadas al Consejo Mundial de Iglesias), CIFCA (Iniciativa de Copenhague para América Central y México), FIAN Internacional (Organización Internacional por el Derecho a la Alimentación), FIDH (Federación Internacional de Derechos Humanos), LAWG (Latin America Working Group), PIDHDD (Plataforma Interamericana de Derechos Humanos), Rel-UITA (Regional latinoamericana de la Unión Internacional de los Trabajadores de la Alimentación, Agrícolas, Hoteles, Restaurantes, Tabaco y Afines), TROCAIRE e Vía Campesina Internacional
© (Testo e Foto Giorgio Trucchi - Lista Informativa "Nicaragua y más" di Associazione Italia-Nicaragua - www.itanica.org )