
Per più di 16 anni il ministero del Lavoro in Nicaragua si è schierato apertamente a favore dell'impresa privata. Per i lavoratori e le lavoratrici, esigere il rispetto dei loro diritti si era trasformato in un vero incubo, dovendo fare i conti molto spesso con le rappresaglie dei datori di lavoro e con l'impunità di cui godevano.
Per analizzare la situazione di questi ultimi anni, la Lista Informativa "Nicaragua y más" e Sirel hanno conversato con la ministra del Lavoro del governo di Unità e Riconciliazione Nazionale, Jeannette Chávez.
- Quale era la situazione nel Ministero al momento di assumere la carica?
- Nel 2007 abbiamo trovato un Ministero che non rispondeva alle aspettative dei lavoratori e delle lavoratrici. C'era una dinamica che favoriva apertamente l'impresa privata e che generava molta frustrazione tra i lavoratori. Era molto difficile creare rappresentanze sindacali o firmare contratti aziendali. In molti settori, poi, le rappresaglie e i licenziamenti erano immediati.
- Quali sono state le prime misure adottate dalla nuova amministrazione?
- Abbiamo iniziato ad analizzare, definire politiche e abbiamo deciso concentrarci su strategie di medio e lungo termine. È per questo che la promozione, la tutela e la riappropriazione del diritto a un lavoro dignitoso sono diventati i pilastri fondamentali attorno ai quali sviluppare azioni concrete.
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