Per conoscere meglio come è sorta e come si svilupperà questa importante iniziativa, la Lista Informativa “Nicaragua y más” ha conversato con Betty Matamoros, membro del Fronte Nazionale contro il Colpo di Stato e coordinatrice della Commissione Internazionale di questa realtà, che riunisce tutti quei settori che da circa tre mesi si oppongono nelle strade al colpo di Stato.
- Quali sono gli obiettivi di questo giro in Europa?
- L'attività, promossa da organizzazioni radicate in Spagna, prevede la partecipazione di due membri del Fronte Nazionale contro il Colpo di Stato, in questo caso il compagno Erasto Reyes ed io, con l'obiettivo di rompere l’accerchiamento mediatico imposto dal governo de facto al popolo honduregno e fare conoscere ciò che in realtà sta accadendo da circa tre mesi in Honduras. Le attività si sono poi estese a vari altri paesi europei come Italia1, Austria, Svizzera, Belgio, Danimarca e Svezia, dove varie organizzazioni locali stanno promuovendo iniziative con la nostra presenza. I golpisti, attraverso la maggior parte dei mezzi informativi del paese, fanno circolare informazioni all'estero secondo le quali in Honduras non ci sarebbe mai stato un colpo di Stato, bensì una successione presidenziale democratica, figura che non è nemmeno prevista dalla nostra Costituzione. Per noi è fondamentale potere parlare di tutte le violazioni ai diritti umani avvenute dallo scorso 28 di giugno, fare conoscere la realtà che stiamo vivendo, i nostri progetti di resistenza e lotta, e stimolare la solidarietà internazionale proponendo la creazione di comitati di sostegno alla nostra lotta.
L'agenda prevede anche incontri con autorità municipali e nazionali per cercare di creare una certa sensibilità su questo tema, e in questo modo rendere più contundenti le posizioni e le misure concrete contro il governo de facto.
- In Honduras hai coordinato ed accompagnato varie delegazioni internazionali dell'Alleanza Sociale Continentale. Che importanza ha avuto questa presenza?
- La presenza di queste delegazioni e di mezzi d’informazione stranieri, come per esempio il lavoro che hai svolto per la UITA e per l’Italia, sono stati molto importanti in vista di riuscire a rompere il silenzio mediatico imposto nel paese dai golpisti. Nel caso di queste delegazioni hanno potuto riunirsi con un'infinità di organizzazioni e poi raccontare nei loro paesi la realtà che si vive in Honduras e fare pressione sulle istituzioni ed i governi affinché prendano posizioni concrete contro il colpo di Stato.
A questo proposito, dall’8 al 10 di ottobre si realizzerà in Honduras il primo Incontro Internazionalista contro il colpo di Stato e per un’Assemblea Nazionale Costituente, durante il quale si vogliono creare spazi di discussione su temi di interesse sociale, politico ed economico di ordine internazionale e studiare le conseguenze che ci colpiscono direttamente come comunità latinoamericana. Si creeranno inoltre reti di lavoro per ogni paese, dove si integreranno varie organizzazioni con l’obiettivo di rendere più efficace l'azione internazionale solidale ed il flusso informativo alternativo.
- Come valuti la situazione attuale in Honduras e l'atteggiamento della comunità internazionale?
- Il governo de facto continua a mantenere un atteggiamento completamente intransigente. Nonostante ciò mi sembra che la comunità internazionale sia stata poco belligerante, con alcune misure di pressione e ritorsione contro i golpisti, ma senza la forza di cui ci sarebbe bisogno.
- Nel frattempo la resistenza continua la sua lotta…
- Per essere sincera dopo tanti giorni temevamo che la stanchezza potesse fare diminuire l’intensità ed il livello da mobilitazione della gente. Tuttavia abbiamo visto che la gente continua ad essere disposta ad andare avanti, con un impegno di nazione mai visto prima in Honduras.
Il 15 settembre è stata una mobilitazione impressionante. Non avevo mai visto prima una quantità di gente così e tutti i giorni migliaia di persone continuano a scendere in strada, convinte di fare la cosa giusta per il ritorno della democrazia e l’avvio di un processo che ci porterà alla riforma della Costituzione.
- Il governo de facto ha tentato nuovamente di fare tacere le voci contrarie al colpo. Che cosa è accaduto esattamente?
- Il governo de facto, per mezzo della Commissione nazionale delle telecomunicazioni, Conatel, e la Procura, ha cercato di occupare fisicamente con l’esercito e la polizia la sede dell’impresa Cable Color, obbligandola a sospendere il servizio di Internet, Vozip e quello satellitare. In questo modo avrebbe sospeso l’emissione del segnale di varie emittenti radio e televisive che hanno dimostrato di non essere d’accordo con il golpe, come Canale 11, Canale 36 (Cholusat Sur) e Radio Globo.
È stato solo grazie all’immediata mobilitazione della gente che è corsa in massa davanti alla sede di questa impresa che si è evitato un ennesimo attacco alla libertà d’espressione.
- A poche ore dalla tua partenza per l’Europa, qual è l’appello che faresti alle organizzazioni che, a livello mondiale, si solidarizzano con la lotta della resistenza honduregna?
- Ringrazio per tutto ciò che si sta facendo per sostenere la nostra lotta e lancio un appello ai popoli del mondo ed agli honduregni che vivono all’estero, affinché questo sostegno si moltiplichi e diventi ancora più intenso e profondo.