Comunità LGBT sotto attacco

arcoPiù di 200 omicidi negli ultimi sette anni

Managua, 14 giugno (Rel-UITA | LINyM) -. L’omicidio di René Martínez, presidente della comunità LGBT di San Pedro Sula, è solamente l’ultimo di una serie infinita di attacchi mortali contro questo settore della popolazione honduregna, e rientra in un contesto di crescente violazione dei diritti umani e di criminalizzazione di attivisti e difensori.

René Martínez è scomparso lo scorso 1° giugno dopo essere uscito di casa in compagnia di una persona non identificata. Il giorno successivo, il suo corpo è stato portato all’obitorio di San Pedro Sula con chiari segni di strangolamento e tortura.

Oltre a dirigere il collettivo LGBT nella capitale industriale dell’Honduras, Martínez coordinava un Centro di Formazione ed era attivista del partito di governo, il Partido Nacional. Una delle sue principali aspirazioni era quella di ottenere una carica politica per lottare a favore dei diritti della comunità LGBT.

Quest’ennesima tragedia che investe l’Honduras non è purtroppo qualcosa di sporadico. Gli attacchi contro chi difende i diritti umani diventano sempre più frequenti, soprattutto quando si tratta dei diritti della comunità LGBT.

Le organizzazioni e i movimenti globali che difendono i diritti umani a livello mondiale hanno lanciato un grido d’allarme. In modo particolare si sono detti profondamente preoccupati per la situazione che si è creata dopo il colpo di Stato del 2009

Escalation di omicidi

Omofobia in Honduras

Nel suo reportage per la rivista Index on Censorship [1], il giornalista Duncan Tucker rivela che in Honduras tra il 2009 e il 2015 sono state uccise 215 persone della comunità LGBT. Una escalation quanto mai evidente se si confrontano questi dati con quelli precedenti al golpe.

Secondo i dati raccolti dalla ong Cattrachas, tra il 1994 e il 2008 sono state uccise in media due persone LGBT all’anno. Mentre l’Asociación Arcoíris (Associazione Arcobaleno) assicura che dopo il colpo di Stato la media è aumentata vertiginosamente e si è attestata a circa 31 omicidi l’anno.

La persecuzione contro la comunità LGBT honduregna si evidenzia anche attraverso i molteplici attacchi subiti dai suoi membri.

“Arcoíris ha denunciato che, durante la seconda metà del 2015, membri dell’associazione hanno subito vari tipi di minacce o attentati, tra cui pedinamenti, arresti arbitrari, scippi, rapine, minacce, aggressioni sessuali. Altri attivisti LGBT sono stati vittime di sgomberi, accuse false, diffamazione, sparizioni forzate e restrizioni al diritto di associazione”, segnala Tucker nel suo reportage.

Il 92 per cento degli omicidi rimane impunito. 

Vergognosa impunità

Reazione internazionale

Quello che preoccupa maggiormente le organizzazioni per la difesa dei diritti umani e la comunità internazionale è l’ impunità pressoché assoluta.

L’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha chiesto una “indagine approfondita” per assicurare alla giustizia i responsabili dell’omicidio di René Martínez. Ha anche aggiunto che si devono compiere “passi urgenti e decisivi per proteggere i difensori dei diritti umani in Honduras” e per porre fine all’impunità e alla violenza.

L’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti umani [2] ha preteso dalle autorità honduregne “un’indagine immediata, approfondita e imparziale con lo scopo di identificare i responsabili dell’omicidio”. Ha anche esortato “a porre fine a ogni tipo di minaccia e molestia” contro la comunità LGBT.

Ha poi chiesto di “prendere provvedimenti immediati e appropriati per assicurare la vita, garantire l’integrità fisica e psicologica di tutti i difensori dei diritti delle persone LGBT, e in generale di tutti i difensori dei diritti umani in Honduras”.

Malgrado la difficile situazione, Danny Reyes, coordinatore di Arcoíris, ha detto a Index on Censorship che la necessità di un cambiamento drastico è ciò che gli dà la forza necessaria per continuare a lottare contro la discriminazione.

“Abbiamo bisogno di un Honduras libero dalla violenza e dall’omofobia. Crediamo che sia nostra responsabilità lottare per raggiungere l’obiettivo. Solo in questo modo le generazioni future avranno uno spazio in cui vivere, in un mondo migliore”, ha detto Reyes.

Almeno 1700 persone transessuali sono state uccise nel mondo tra il 2008 e il 2014 in 62 paesi. L’omosessualità è considerata un reato in 79 paesi [3] ed è punibile con la morte in almeno 7: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Irán, Mauritania, Somalia, Sudan e Yemen.

Nota:

[1] https://www.indexoncensorship.org/2016/04/magazine-homofobia-honduras-lgbt-espanol/
[2] Programa conjunto de la Organización Mundial Contra la Tortura (OMCT) y de la Federación Internacional de Derechos Humanos (FIDH)
[3] http://factoides.com.ar/post/11400150623/homosexualidad

Di Giorgio Trucchi

Traduzione: Giampaolo Rocchi

Originale in spagnolo: http://informes.rel-uita.org/index.php/sociedad/item/comunidad-lgbt-bajo-ataque-mortal