{"id":1066,"date":"2015-10-21T09:35:11","date_gmt":"2015-10-21T07:35:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itanica.org\/wordpress\/?page_id=1066"},"modified":"2015-10-21T09:35:11","modified_gmt":"2015-10-21T07:35:11","slug":"le-grandi-opere-del-sandinismo-del-duemila","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.itanica.org\/wordpress\/?page_id=1066","title":{"rendered":"LE GRANDI OPERE DEL SANDINISMO DEL DUEMILA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.itanica.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/massimo.jpg\" rel=\"lightbox[1066]\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1068\" data-permalink=\"https:\/\/www.itanica.org\/wordpress\/?attachment_id=1068#main\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.itanica.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/massimo.jpg?fit=851%2C779&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"851,779\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"massimo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.itanica.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/massimo.jpg?fit=545%2C499&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-full wp-image-1068\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.itanica.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/massimo.jpg?resize=545%2C499\" alt=\"massimo\" width=\"545\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.itanica.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/massimo.jpg?w=851&amp;ssl=1 851w, https:\/\/i0.wp.com\/www.itanica.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/massimo.jpg?resize=300%2C275&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 545px) 100vw, 545px\" \/><\/a><strong>Documento integrale<\/strong><br \/>\n<strong> (riflessioni di Massimo Angelilli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre si discute, spesso a sproposito, della costruzione del Gran Canal Interoceanico, in Nicaragua il processo rivoluzionario ripreso nel 2006 va avanti.<br \/>\nTra difficolt\u00e0 e contraddizioni, ma anche con discreti successi.<br \/>\nIl pi\u00f9 delle volte sottaciuti dai grandi mezzi di comunicazione \u2013 e fin qui nulla di nuovo, purtroppo \u2013 e sovente non riconosciuti da alcuni settori della Sinistra che intrappolati nelle proprie scaramucce interne e disorientati alla ricerca di una propria identit\u00e0 preferiscono ancora soffermarsi sulla pagliuzza poiuttosto che concentrarsi sulla trave.<br \/>\nIl III Encuentro Europeo de Solidaridad con la Revoluci\u00f3n Popular Sandinista, avuto luogo a Managua a cavallo del 36\u00b0 Anniversario del Triunfo, ha avuto l&#8217;indiscutibile merito di far luce su alcuni significativi temi che stanno a cuore al governo e al popolo nicaraguense cos\u00ec come alla Solidariet\u00e0 Internazionale.<br \/>\nVale la pena dire da subito che la parte del leone l&#8217;ha fatta il Gran Canal.<br \/>\nPer le legittime perplessit\u00e0 che suscita, e continuer\u00e0 a suscitare, ma anche per la impostazione \u201cideologica\u201d che troppo di frequente le caratterizza.<br \/>\nTuttavia, un involontario sostegno viene offerto dalla evidente carenza di informazione al riguardo. Pi\u00f9 precisamente, la estrema difficolt\u00e0 nel tenere testa alla potenza mediatica esercitata dai grandi gruppi editoriali sul terreno della guerra non guerreggiata pi\u00f9 intensa che l&#8217;umanit\u00e0 abbia mai conosciuto, e cio\u00e8 quella della informazione. Per quanto continuino, sappiamo bene, nelle forme pi\u00f9 disparate e in pi\u00f9 parti del pianeta, scontri armati a uso e consumo della vorace e insaziabile industria della \u201cnotizia\u201d e a totale beneficio delle grandi potenze economiche e militari. O presunte tali, come l&#8217;Unione Europea. Che sono poi le stesse che determinano il mercato della indignazione, della ripugnanza, della rabbia, del (finto) dolore e dell&#8217;interesse a seconda dell&#8217;argomento che si \u00e8 deciso debba avere il titolo di apertura nei giornali telegiornali e nel mare magnum dei social network.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ucraina, Siria, i vari tentativi di golpe in Venezuela, questione curda, e tutto ci\u00f2 che\u00a0 drammaticamente ne consegue, stanno l\u00ec a dimostrarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciononostante, non pu\u00f2 certo questo trasformarsi in alibi. Anzi, dobbiamo continuare ad avere l&#8217;obbligo, etico ancorch\u00e9 politico, di arrestare la deriva culturale che sta contraddistinguendo questo scorcio di millennio. Un impegno che aiuterebbe a capire meglio quanto succede nel mondo per comprendere la nostra, di realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Nicaragua e l&#8217;America Latina non sfuggono da questa\u00a0 prospettiva. E con loro lo sforzo di donne e uomini che pervicacemente credono che la Storia non \u00e8 finita. Non si \u00e8 esaurita con il raggiungimento del benessere diffuso che il capitalismo vuole invece far credere. Quel tipo di benessere rimane ancora una esclusiva dell&#8217;1% a scapito del 99% restante. E qua e l\u00e0 per il mondo ci sono tentativi seri e credibili di invertire la tendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio nel momento in cui la \u201ccrisi\u201d attanaglia le vite di milioni e milioni di esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi altro non \u00e8 che una variante del plusvalore per aggiungere profitto al profitto, un&#8217;arma micidiale per lucrare sulla pi\u00f9 redditizia delle condizioni umane che il capitale abbia mai concepito: la povert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Nicaragua, e in tutti i paesi che aderiscono all&#8217;ALBA, hanno deciso di sconfiggerla. Ribaltando i canoni che da questa parte dell&#8217;Oceano irreparabili danni ha causato e ai quali, purtroppo, siamo spesso abituati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luglio \u00e8 stato infatti anche il mese in cui si \u00e8 consumata la tragedia greca dello strangolamento socio-economico da parte degli organismi finanziari della UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il popolo greco ha dato lezioni di democrazia non solo all&#8217;Europa, ma al mondo intero. Non staremo certo qui ad analizzare, per lo meno nel dettaglio, le dolorose scelte che ha dovuto affrontare il governo guidato da Tsipras.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lancinante parabola di Syriza. Uno spaccato spietato ma veritiero della sinistra ai tempi della troika. Nessuno, che si riconosca un minimo di onest\u00e0 intellettuale, pu\u00f2 sottrarsi dalla responsabilit\u00e0 di aver lasciato solo un popolo nel momento forse pi\u00f9 acuto dello scontro e della disperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aldil\u00e0 di ogni legittima considerazione sulle modalit\u00e0 con cui si \u00e8 portata avanti la trattativa, non siamo stati in grado di mettere su una mobilitazione che fosse stata finanche \u201csolo\u201d di solidariet\u00e0 con persone in carne e ossa, ancor prima che con una coalizione nell&#8217;occhio del ciclone per le critiche e le abiure che piovevano da tutte le parti, e che pochi giorni prima avevamo ammirato per aver avuto il coraggio, in quelle condizioni, di gridare un rotondo NO alle politiche di strozzinaggio europeo che vanno sotto l&#8217;intrigante nome di \u201causterity\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Managua, quindi, tutto questo non poteva non essere preso in considerazione. Un movimento (europeo) serio di solidariet\u00e0 internazionale, e nello specifico con la RPS e l&#8217;ALBA, deve interrogarsi sul proprio coefficiente di incisivit\u00e0 sulle politiche che da ormai troppi anni stanno infestando le nostre societ\u00e0. Lo dovrebbe fare prima e indipendentemente dal \u201cpericolo\u201d di veder messo in discussione il proprio piccolo spazio di agibilit\u00e0, retaggio di una solidariet\u00e0 che fu. Di divisione e frammentazione si muore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Internazionalismo deve riconoscere e riconoscersi in obiettivi comuni che superi una volta per tutte\u00a0 la presunta \u201csupremazia\u201d culturale dell&#8217;occidente, nella quale ci si rimane ancora imprigionati. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, e si fa ancora fatica ad ammetterlo. Tanto pi\u00f9 che in America Latina ci\u00f2 che balza agli occhi \u00e8 l&#8217;aggiornamento (ammesso che non sia stato sempre attuale) del pensiero gramsciano; la egemonia culturale che porta al consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivalutazione della propria identit\u00e0 intesa anche come solido argine al modello occidentale basato sul conseguimento dei bisogni grazie allo sfruttamento. Un latinoamericanismo organico, verrebbe da dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La deriva populista e l&#8217;avanzamento delle destre proto-fasciste in salsa leghista o ungherese a seconda delle latitudini, lo si deve anche alla sostituzione di un immaginario collettivo con le esigenze retrive dell&#8217;individuo. Magistralmente alimentate (anche) dai mezzi di comunicazione di massa. Che sia l&#8217;invasione degli immigrati o la crisi economica, poco cambia; la paura rimane sempre il pi\u00f9 prolifico bacino elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">In Nicaragua non \u00e8 tutto rose e fiori, ovviamente. Non bisogna cadere nella trappola dell&#8217;esaltazione o del suo contrario, la demonizzazione. Non \u00e8 il paradiso ma neanche l&#8217;inferno, come diceva Eduardo Galeano parlando della Cuba di Fidel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono cose in cammino molto interessanti; i programmi sociali, la democrazia partecipativa, la integrazione latinoamericana, il costante aumento di infrastrutture, scuola e sanit\u00e0 gratuita, la straripante partecipazione giovanile. Ve ne sono altre positive come \u00e8 naturale ve ne siano alcune che non convincono affatto; la questione ancora aperta dell&#8217;aborto, un modello economico che ripropone ancora il protagonismo delle solite potenti famiglie, livelli di corruzione e opportunismo politico in alcuni casi molto alti, richiamo alla religiosit\u00e0 che (ci) suona sempre un po&#8217; stonato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A vederla bene, niente di pi\u00f9 e niente di meno rispetto agli standard di qualsiasi altro paese \u201cnormale\u201d. Se non fosse che in Nicaragua si persegue un modello autonomo e autentico di socialismo, come \u00e8 il Sandinismo, e per questo, ci\u00f2 che in qualsiasi altro paese della sfera capitalista \u00e8 semplicemente fisiologico e quindi pi\u00f9 che legittimo, in questo caso viene sottoposto alla lente d&#8217;ingrandimento. Perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 costituzionale nelle cosiddette democrazie occidentali, nei paesi dell&#8217;ALBA \u00e8 una dittatura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E attenendosi a questo bizzarro sillogismo, la dittatura di turno ha deciso di costruire un canale interoceanico che procurer\u00e0 devastazioni ambientali e sociali. Quelle democrazie occidentali tanto amate e ammirate che hanno seminato odio e distruzione in tutti gli angoli della terra, con il filantropico pretesto di esportare la civilt\u00e0, hanno deciso ora che il legittimo tentativo di un governo popolare (insomma, per lo meno eletto!) di scegliere la propria via allo sviluppo, legittimo non lo \u00e8 per nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affrettiamoci subito a dire che non si pu\u00f2 racchiudere tutto nella faccenda Gran Canal. Per quanto prioritario, non pu\u00f2 essere paradigmatico di un modello di societ\u00e0 che prende vita dalle inesauribili fonti del Novecento. Non sono un fan sfegatato dello sviluppismo e delle grandi opere, manco a dirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovo per\u00f2 corretto e coerente mettere in discussione ma soprattutto mettere in guardia su modelli di sviluppo che qui da noi, nel paradiso delle democrazie occidentali, hanno provocato danni letali, legati a una concezione del \u201cprogresso\u201d che non\u00a0 teneva conto, non poteva tener conto delle mostruosit\u00e0 che portava invece dentro. Basterebbe citare Marghera e l&#8217;Ilva di Taranto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non possiamo applicare questo criterio a quanto si appresta a fare il governo sandinista con il Gran Canal, sarebbe una operazione intellettualmente e politicamente disonesta. Torneremmo alla pretesa di dover essere noi a decidere le sorti di un popolo che ha gi\u00e0 deciso sul proprio futuro. Non dovremmo essere arbitri, ma giocatori in campo dalla parte giusta della partita.\u00a0\u00a0 Attenendoci al loro piano di fattibilit\u00e0, tutte quelle mostruosit\u00e0 che dannatamente conosciamo fin troppo bene, vengono scongiurate. E lo rilevano anche studi che nulla hanno a che fare con la \u201cpropaganda sandinista\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dobbiamo neanche nasconderci che un impatto ambientale ci sar\u00e0, \u00e8 inevitabile. Non sar\u00e0 delle dimensioni che la grancassa mediatica della destra locale e non solo intende far risuonare. E non sar\u00e0 compito della solidariet\u00e0 internazionale, come non lo \u00e8 stato fino a ora, decidere sulla opportunit\u00e0 o meno di costruire il canale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una opera che, ricordiamolo, s&#8217;insegue da pi\u00f9 di un secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel III Encuentro Europeo si \u00e8 discusso di questo e di tanto altro, \u00e8 stata l&#8217;occasione di incontrare realt\u00e0 provenienti dall&#8217;America Latina e da tutto il mondo, un momento di confronto vivace e propositivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 data continuit\u00e0, per quanto in una sede \u201canomala\u201d per un incontro europeo, agli appuntamenti precedenti di Arb\u00facies e Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato l&#8217;epilogo o piuttosto l&#8217;apice di una Brigada Europea che ha contato sull&#8217;impegno solidale di 24 partecipanti, protagonisti e protagoniste anche nella due giorni dell&#8217;incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partecipazione, solidariet\u00e0, autodeterminazione, coscienza e consapevolezza. Sono queste le grandi opere a cui siamo chiamati a dare il nostro contributo, con spirito internazionalista e autonomia di giudizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono queste le nostre grandi opere del Sandinismo del Duemila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">M.A.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Documento integrale (riflessioni di Massimo Angelilli) Mentre si discute, spesso a sproposito, della costruzione del Gran Canal Interoceanico, in Nicaragua il processo rivoluzionario ripreso nel 2006 va avanti. Tra difficolt\u00e0 e contraddizioni, ma anche con discreti successi. 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