Tribunale Elettorale dice che Hernández ha vinto

Manifestazione a Tegucigalpa (Foto G. Trucchi | Rel-UITA)Dopo la gigantesca mobilitazione di domenica, l’Alleanza esige il

riconteggio dei voti o il ballottaggio

Tegucigalpa, 6 dicembre (Rel-UITA) -. Alle 5:15 di lunedí mattina, il presidente del Tribunale supremo elettorale, Tse, ha dichiarato chiuso lo scrutinio speciale. L’attuale presidente e candidato del partito di governo, Juan Orlando Hernández, risulterebbe vincitore delle elezioni generali superando Salvador Nasralla dell’Alleanza d’opposizione di circa 50 mila voti (1,6%).

La notizia arriva a poche ore dalla gigantesca manifestazione convocata dall’Alleanza (vedi galleria di foto) che ha invaso le strade di Tegucigalpa. Lo stesso è accaduto nelle principali città del paese. Durante la notte, la gente è scesa nuovamente in strada sfidando il coprifuoco imposto dal regime, percuotendo ritmicamente casseruole, pentole, padelle, bruciando copertoni, gridando a squarciagola “Fuera JOH” (vedi video).

“La mancanza di trasparenza in queste elezioni è davvero preoccupante e le decisioni prese fino a ora dal tribunale elettorale sono imbarazzanti e le condanniamo. Dimostrano disprezzo nei confronti di una popolazione che domenica scorsa ha manifestato massicciamente e pacificamente a livello nazionale. Una popolazione che continua a condannare i brogli e che non accetta che gli rubino la vittoria”, ha detto Bertha Oliva, membro della Convergenza contro il continuismo.

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ROMA, SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO HONDUREGNO

MERCOLEDI’ 6 DICEMBRE ORE 16,30  AMBASCIATA DELL’HONDURAS
VIA EMANUELE GIANTURCO 5, ANGOLO VIA DEGLI SCIALOJA (FLAMINIO)

Il 26 novembre si sono svolte le elezioni presidenziali in Honduras.
A sfidarsi, sono state principalmente la formazione del presidente uscente Juan Orlando Hernandez – JOH e una coalizione a essa contrapposta, denominata Alianza de Oposición contra la dictadura, con la leadership affidata a Salvador Nasralla.
Dopo un primo conteggio, raggiunto il 70% dello spoglio elettorale, quest’ultimo si trovava nettamente in vantaggio.
A questo punto, succede l’imponderabile. O meglio, ciò che “normalmente” da qualche anno accade in questo paese.
Un black-out interrompe lo svolgersi delle operazioni di scrutinio. In seguito a ciò, oltre a qualche altro indefinito guasto tecnico, il candidato del Partido Nacional, riconquista miracolosamente la maggioranza.
La frode elettorale era già in atto.
Al contempo, il popolo honduregno scende massivamente nelle strade, dove incontra la repressione dell’esercito. Già allertato da qualche ora, come se avesse previsto ciò che sarebbe successo.
A suggellare l’ennesima sopraffazione ai danni del claudicante cammino della democrazia, la posizione ufficiale del TSE (Tribunale Supremo Electoral) che dichiara vincitore JOH.
Un vero e proprio golpe, come quello del giugno del 2009 perpetrato contro Luis Zelaya. Colpevole di adottare misure troppo a vantaggio delle fasce di popolazione da sempre le più disagiate, e di voler addirittura entrare a far parte dell’ALBA.
Da lì in poi, la dittatura instauratasi grazie anche al “discreto” sostegno dell’amministrazione statunitense, ha seminato il terrore e ha perseguito chiunque volesse opporsi. Nella quasi totale indifferenza della comunità internazionale e dei mezzi d’informazione, che al contrario si sono scatenati per sostenere le violenze e il tentativo di golpe in Venezuela contro il legittimo governo del Presidente Maduro.  
Il culmine della natura repressiva del governo di JOH, è rappresentato dal barbaro assassinio di Berta Cáceres, avvenuto il 2 marzo del 2016.
Ne rappresenta però anche la sintesi e l’esempio più alto e nobile di resistenza.
Un ideale di liberazione che ha varcato tutti i confini e che oggi guida la lotta di un popolo che non si arrende alla ferocia del capitalismo.
Per tanto esigiamo che cessi la repressione e che sia rispettata la volontà popolare espressa con il voto e con la difesa nelle piazze della democrazia.
Ahora más que nunca solidali e a fianco del popolo di Honduras in lotta per la propria autodeterminazione.
NO A LA DICTADURA NO AL FRAUDE ELECTORAL!
COMITATO CONTRO IL GOLPE IN HONDURAS

Governo sospende garanzie costituzionali

Protesta alla salita nord di Tegucigalpa (Foto G. Trucchi | Rel-UITA) La protesta cresce e già si contano morti e feriti

Tegucigalpa, 2 dicembre (Rel-UITA | LINyM) -. L’Honduras brucia e solo adesso alcuni media internazionali se ne rendono conto.  Migliaia di persone in tutto il paese scendono in strada e bloccano le principali vie di comunicazione, i ponti, le piazze. Protestano contro le incongruenze di un processo elettorale falsato e che puzza di brogli. Delinquenti infiltrati per generare caos assaltano negozi e banche. Il governo decreta il ‘coprifuoco’ per 10 giorni.

Continua la protesta popolare contro le forti anomalie che hanno caratterizzato l’intero processo elettorale. Secondo l’Alleanza d’opposizione alla dittatura si starebbe letteralmente rubando la vittoria al proprio candidato, il presentatore televisivo Salvador Nasrallah, per favorire l’attuale presidente honduregno che vuole rieleggersi Juan Orlando Hernandez.

La protesta si è diffusa in più aree del paese mentre nella capitale si è spostata dai grandi viali ai barrios y colonias (quarteri popolari) dove la gente si è organizzata fin dai tempi del golpe del 2009. Quasi impossibile transitare per le principali vie di comunicazione che uniscono le regioni (departamentos) del Paese.

A San Pedro Sula e Tegucigalpa, vandali infiltrati hanno attaccato e saccheggiato negozi, centri commerciali e anche alcune banche, gettando la popolazione nel terrore.

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Salvador Nasralla si dichiara vincitore

Alleanza d’opposizione festeggia vittoria (Foto G. Trucchi)

Tribunale elettorale riconosce ampio vantaggio dell’Alleanza d’opposizione. Partito di governo aspetterà i risultati del voto rurale che favorirebbe Hernández

Tegucigalpa, 27 novembre (LINyM) -. Passata da poco la mezzanotte, il candidato dell’Alleanza d’opposizione contro la dittatura, Salvador Nasralla, si è dichiarato vincitore delle elezioni generali del 2017.

Con il 68,4% dei verbali dei seggi scrutinati, Nasralla supera di oltre 106 mila voti (4,8%) il candidato e presidente uscente Juan Orlando Hernández. Il dato presentato si riferisce ai verbali inviati dai rappresentanti di lista al centro di conteggio indipendente dell’opposizione.

Nasralla, accompagnato dall’ex presidente Manuel Zelaya, dal futuro vicepresidente Xiomara Castro e dagli altri membri dell’Alleanza, ha dichiarato che la vittoria è irreversibile.

“Dato che la tendenza del voto non cambia e che il il divario continua ad ampliarsi, posso dirvi che sono il nuovo presidente dell’Honduras”, ha detto Nasralla.

Ha ringraziato i partiti Libre e Pinu per aver difeso il voto e per non avere permesso l’ennesima frode elettorale. “Abbiamo battuto la frode, non c’è modo che questo risultato cambi. Tutti abbiamo ricevuto gli stessi risultati perché si tratta dei verbali originali di ogni seggio. Gli osservatori internazionali e il corpo diplomatico hanno ricevuto gli stessi documenti, la vittoria è garantita!”

Quasi all’una e mezza del mattino, i magistrati elettorali hanno presentato un rapporto preliminare che confermerebbe la vittoria dell’Alleanza d’opposizione. Con il 60% dei seggi scrutinati, Salvador Nasralla ottiene il 45,17% dei voti, mentre Hernández si ferma al 40,21%. Lontano il cadidato del Partito Liberale, Luis Zelaya, con el 13,77%.

Un risultato che potrebbe essere irreversibile, anche se non ancora rappresentativo del voto rurale. Il magistrato elettorale Davíd Matamoros non ha quindi voluto dichiarare il vincitore delle elezioni generali e aspetterà il prossimo rapporto.

Intanto, il presidente Hernández non riconosce i dati dell’Alleanza d’opposizione e dice di essere il sicuro vincitore grazie al voto rurale che non è ancora stato scrutinato.

La gente dell’opposzione festeggia già per le strade del Paese e per questo pomeriggio è prevista una forte concentrazione di fronte alla sede del Tribunale elettorale.

“Continuiamo a difendere il voto e proteggere le urne. Non distraiamoci”, ha chiesto Nasralla prima di abbandonare la sede del partito Libre.

Di Giorgio Trucchi | LINyM

Fonte: LINyM

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Battaglia di numeri

“Manterrò tutte le promesse della campagna elettorale”Principio del formulario

HONDURAS – FIRMA LA PETIZIONE DEL COPINH

Più di  200 organizzazioni e personalità, tra i quali il premio Nobel per la Pace, hanno firmato la petizione  PER LA RICERCA DI GIUSTIZIA PER  BERTA.
La conclusione del rapporto del Gruppo di Assessori Internazionale di persone Esperte (GAIPE)  identifica chiaramente gli autori intellettuali dell’assassino di Berta, provenienti dall’ impresa DESA e da membri dello STATO honduregno.
Unisciti al COPINH, ai movimenti sociali, al popolo Lenca, al popolo honduregno, ai popoli del mondo, per esigere la cattura ed il castigo di chi ha assassinato Berta.
Ogni firma  è un sostegno in più nella lotta per la VERITA’ e la GIUSTIZIA
PER ADERIRE : https://peticiones.copinh.org/
A Più di 20 mesi dopo il suo vile assassinio, Berta  continua a dimostrarci che non è morta, ma si è moltiplicata, nella lotta del Copinh, nella lotta dei movimenti sociali honduregni e in tutti i luoghi e in tutte le lotte del mondo dove la figura della donna Lenca, guerriera ed erede della lotta ancestrale dei popoli, è presente e viene ricordata.
“Berta non è morta, si è moltiplicata” non è solo un emblema bensì il riflesso di una realtà che diventa più  chiara ogni giorno che passa.
Questo video ce lo continua a ricordare.
BERTA NO SE MURIÓ, SE MULTIPLICÓ –                          

Il nostro  ultimo VIDEO: Rapporto  GAIPE “Ripresa della violenza. Il piano dell’ assassinio di Berta Caceres”
https://youtu.be/uVKwahyFKOw

‘Convergenza conto il Continuismo’ mostra i muscoli

Lottare contro il continuismo significa lottare contro un modello economico che crea miseria

Tegucigalpa, 13 novembre (LINyM) -. Un’affollato corteo ha attraversato le strade della capitale Tegucigalpa fino ad arrivare davanti alla sede centrale del Tribunale supremo elettorale. È stata questa la risposta all’appello rivolto dalla ‘Convergenza contro il Continuismo’ e dall’Alleanza d’opposizione contro la dittatura, formazione politica che ha scelto il presentatore televisivo Salvador Nasralla come candidato per le prossime elezioni generali del 26 novembre, di scendere in piazza e dire no al progetto rielezionista dell’attuale presidente Juan Orlando Hernández e al rafforzamento del modello neoliberista.

Migliaia di persone si sono riversate in strada e hanno raccolto il messaggio della Convergenza, gruppo che riunisce organizzazioni e settori sociali, popolari, sindacali e studenteschi, sorto recentemente con l’obiettivo di affrontare i gravi problemi politici, economici e sociali che affliggono l’Honduras, nel tentativo di indirizzare il paese verso una società libera e fondata sulla democrazia partecipativa e inclusiva.

VEDI:
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Video della mobilitazione

Un appello, assicurano i membri della Convergenza, che va oltre il semplice rifiuto della rielezione presidenziale, che peraltro è incostituzionale ed è stata approvata illegalmente da istituzioni controllate dal presidente Hernández, ma che esorta anche ad attaccare con forza il continuismo del modello neoliberista.

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DESA e funzionari dello Stato dietro l’omicidio di Berta Caceres

Un’indagine indipendente rivela piano criminale per annientare qualsiasi tipo di opposizione al progetto idroelettrico Agua Zarca

Tegucigalpa, 6 novembre (ALAI | LINyM) -. Una struttura criminale composta da funzionari pubblici, apparati di sicurezza dello Stato, alti dirigenti, impiegati e membri della sicurezza privata della ditta Desarrollos Energéticos S.A. (Desa), titolare della concessione per la costruzione del progetto idroelettrico Agua Zarca, avrebbe pianificato per mesi e poi eseguito l’omicidio della dirigente indigena Berta Caceres, all’interno di una strategia più ampia che aveva come obiettivo quello di controllare, neutralizzare ed eliminare qualsiasi tipo di ostacolo allo sviluppo del progetto energetico.

È questa una delle principali conclusioni contenute nel rapporto “Represa de violencia. El plan que asesinó a Berta Caceres”, presentato il 31 ottobre scorso dal Grupo asesor internacional de personas expertas, Gaipe, un’equipe formata da specialisti[1] in diritto internazionale per i diritti umani, diritto penale internazionale e diritto penale comparato, che per oltre un anno hanno svolto un’analisi indipendente, obiettiva e imparziale dei fatti di cui sono stati vittime Berta Caceres e il sociologo messicano Gustavo Castro.

Video della conferenza stampa

Bollettino speciale del Copinh sull’evento

Subito dopo i fatti tragici del 2 marzo dello scorso anno, sia la famiglia della dirigente indigena che il Copinh[2] avevano esortato il governo honduregno a permettere che la Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, inviasse un gruppo di investigazione indipendente e imparziale. Ritenevano, infatti, che le persone catturate all’epoca fossero pezzi di un ingranaggio più complesso e che i mandanti intellettuali del crimine non fossero ancora stati catturati. Di fronte al silenzio delle autorità, la famiglia, accompagnata da organizzazioni nazionali e internazionali, non aveva avuto altra scelta che quella di rivolgersi direttamente a esperti del settore.

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