Comunicato Alges – San Salvador

L’Associazione Invalidi di Guerra del Salvador “Eroi del novembre 1989” (ALGES) commemora  il 28° anniversario dell’Offensiva Finale Fino alla Vittoria dell’11 novembre 1989. 
In questa importante data ricordiamo tutti i nostri compagni e le nostre compagne che valorosamente hanno combattuto per obbligare lo Stato salvadoregno a porre fine al conflitto armato e ad aprire la strada alla firma degli Accordi di Pace.

Come ALGES non possiamo dimenticare tutti gli eroi e le eroine che hanno perso la vita in questa azione storica lottando per la democrazia e le trasformazioni sociali nel nostro paese.
Ricordiamo anche il sacrificio di tutte le persone invalide di guerra, che con i propri corpi hanno assicurato questo processo di transizione dalla guerra alla pace.

A 28 anni dall’Offensiva Finale Fino alla Vittoria, come associazione siamo chiamati a continuare a difendere le nostre conquiste e i nostri ideali e a lottare per i nostri diritti fino a raggiungere   migliori condizioni di vita per gli invalidi di guerra, categoria che ancora soffre le conseguenze della guerra, che attualmente si trova in una situazione di salute critica e che è afflitta da altre avversità socioeconomiche.

Quindi come ALGES dichiariamo quanto segue:

I   Chiediamo allo Stato salvadoregno di dar compimento e di garantire i nostri diritti e le nostre richieste attraverso una migliore articolazione della prestazione di servizi da parte delle istituzioni pubbliche.

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Crisi Guatemala : “Nei nostri negozi non vogliamo i corrotti”

Piazza della Costituzione #20S (Foto Stecsa)

Piazza della Costituzione #20S (Foto Stecsa)

Ristoranti ed esercizi commerciali hanno aderito allo sciopero nazionale #20S

Città del Guatemala, 22 settembre (Alba Sud | La Rel | LINyM) -. Ristoranti e negozi del Guatemala hanno cominciato a vietare l’ingresso nelle loro strutture ai deputati, unendosi all’indignazione nazionale causata dall’interminabile serie di scandali e casi di corruzione che coinvolgono funzionari pubblici, e per le misure recentemente prese per garantire l’impunità.

Il primo è stato Saúl E. Méndez, uno dei marchi guatemaltechi più noti a livello nazionale e internazionale, che opera sia nel settore della moda e dell’organizzazione di eventi, sia nella gastronomia e nella ristorazione. Attraverso le reti sociali hanno rotto il silenzio con un messaggio forte: “Qui da Saúl non accettiamo persone che promuovono l’impunità nel paese”.

Alcune ore dopo, altri esercizi commerciali si sono spontaneamente uniti all’iniziativa, annunciando la loro partecipazione allo sciopero nazionale convocato per il 20 settembre. Mister Barber Shop scriveva su Facebook che “i deputati corrotti non sarebbero stati accettati in nessuna succursale”. Aggiungendo inoltre gli hashtag #DepuraciondelCongreso #YoNoTengoDiputados #RenunciaYa.

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Solidarietà a Cuba per i danni causati dall’uragano Irma

 

L’Associazione Italia Nicaragua, sostiene la campagna  per la raccolta di fondi lanciata dall’Associazione Nazionale Italia Cuba.
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba apre la Campagna con un suo contributo iniziale di 5.000 Euro e invita tutte le sue organizzazioni territoriali, i soci e tutti gli amici di Cuba a promuoverla e ad attivarsi per ottenere un buon risultato. I contributi destinati a questa campagna possono essere versati:
su c/c postale 37185592 intestato a Ass. Naz. Amicizia Italia-Cuba – IBAN IT59 R076 0101 6000 0003 7185 592 indicando nella causale Uragano Irma
oppure
su c/c bancario 109613 – Banca Etica, Milano – intestato a Ass. Naz. Amicizia Italia-Cuba IBAN IT59 P050 1801 6000 0000 0109 613 indicando nella causale Uragano Irma

I fondi raccolti verranno inviati a Cuba sul numero di conto che verrà indicato dal Governo cubano tramite l’Ambasciata di Cuba in Italia.
L’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba informerà delle somme raccolte e su quelle inviate.
amicuba@tiscali.it
http://www.italia-cuba.it/

Nicaragua sede del 23° Incontro del Forum di Sao Paulo

Nuestra America in lotta

Per l’unità e una seconda e definitiva indipendenza

Nicaragua sede del 23° Incontro del Forum di Sao Paulo

Managua, 17 luglio (LINyM) -. Dal 15 al 18 luglio si svolge a Managua, in Nicaragua, il 23° Incontro del Forum di São Paulo, il principale spazio di analisi, dibattito e concertazione politica di partiti e movimenti della sinistra latinoamericana e caraibica. A questo nuovo appuntamento partecipano più di 330 delegati e delegate provenienti da 22 paesi della regione e numerosi invitati internazionali di altri 9 paesi europei e asiatici.

“È toccato a me il piacere e l’onore, qui nella terra di Sandino, solidale e antimperialista, di darvi il benvenuto a nome del Fronte sandinista di liberazione nazionale”, ha detto durante la serata inaugurale, Jacinto Suárez, responsabile delle relazioni internazionali del partito di governo.

Mónica Valente, segretaria esecutiva del Forum di São Paulo, ha ricordato ai presenti l’importanza della recente “clamorosa vittoria elettorale” del presidente nicaraguense Daniel Ortega, ha reso omaggio allo storico leader della rivoluzione cubana Fidel Castro e ha ricordato il comandante Ernesto ‘Che’ Guevara nel cinquantesimo anniversario della scomparsa.

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Brasile

Lula e il giudice Moro a confronto

l’ex presidente ha respinto tutte le accuse

“Poiché ritengo che questo processo sia illegittimo e la denuncia una farsa, sono qui per rispetto alla legge e alla Costituzione, ma con molte obiezioni al comportamento dei procuratori di Lava Jato“. Così ha esordito Lula chiamato a deporre il 10 maggio davanti al giudice Sérgio Moro. Oltre cinque ore di interrogatorio, nel corso del quale l’ex presidente ha respinto tutte le accuse e ha più volte sottolineato che finora non è stata prodotta nessuna prova concreta a suo carico. Secondo Moro, Lula è proprietario di un appartamento a Guarujá, località balnearia nello Stato di São Paulo, che avrebbe ricevuto da un’impresa costruttrice in cambio di favori negli appalti pubblici. “Non ho mai chiesto e non ho mai ricevuto quell’appartamento”, ha risposto con fermezza Lula.

Sérgio Moro non gioca certo un ruolo imparziale nel contesto brasiliano. Indiscrezioni selettive e semplici sospetti, fatti filtrare per mesi alla stampa, sono stati fondamentali per creare nell’opinione pubblica un clima ostile al governo Rousseff e al Partido dos Trabalhadores, preparando così il terreno al colpo di Stato. Tra i metodi più contestati di questo magistrato, l’abuso della carcerazione preventiva anche in assenza di prove, per indurre gli arrestati alla “delazione premiata”, cioè a implicare altre persone in cambio della libertà provvisoria o di future riduzioni di pena. Ora Moro cerca in tutti i modi di coinvolgere Lula in un caso di corruzione per cancellarlo dalla scena politica e impedire una sua ricandidatura nel 2018.

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Portorico

“Non sono mai riusciti a piegarmi né a spezzarmi”

Intervista esclusiva con Óscar López Rivera dopo la sua scarcerazione

San Juan, 26 maggio (Rel-UITA | LINyM) -.

Da quando è tornato a percorrere da uomo libero  le strade della sua isola di Portorico, Óscar López Rivera non ha riposato un solo momento.  Impossibile sottrarsi al moltitudinario abbraccio di un popolo intero che ha lottato per la sua liberazione. Ottenere un’intervista in esclusiva non è stato facile, a tal punto che ci sono voluti tre momenti in tre giorni diversi, ma ne è senza dubbio valsa la pena.

-Sono stati giorni intensi. Come si sente? Se lo immaginava così il momento della sua liberazione?
-Ho sempre sognato di tornare in patria e stare con la mia famiglia, ma non avevo la minima idea di quando e se sarebbe successo. La verità è che ero ormai preparato a passare il resto della mia vita in carcere.
Il 17 gennaio quando mi hanno detto che mi avevano commutato la pena non ci potevo credere. Ho cominciato a capire che era vero solo qualche giorno prima del mio trasferimento a Portorico. Mentre preparavo le mie cose mi ripetevo: “È vero. Sto andando a Portorico.”
Portorico è la mia patria e tutto quello che sto vivendo in questi giorni riflette esattamente ciò che saranno i miei prossimi mesi. Visiterò tutti i municipi del paese, per ascoltare, dialogare e condividere con la gente.

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Trump, i nuovi barbari e il “cortile di casa”

di Marco Consolo –

In questo articolo, non si pretende analizzare le linee della futura politica estera di Washington su scala globale, ma si cerca di mettere a fuoco il possibile rapporto con il suo tradizionale “cortile di casa”, l’America Latina ed i Caraibi. È più che probabile che continui e si intensifichi l’offensiva nei confronti dei governi “progressisti”, ed in particolare contro Cuba, la Repubblica Bolivariana del Venezuela, la Bolivia e l’Ecuador. Ma non c’è dubbio che le prime mosse hanno creato inquietudine e spiazzato anche gli alleati tradizionali degli USA in America Latina. Dopo la strategia del “soft power” dell’Amministrazione Obama e di Hillary Clinton (che ha organizzato ed appoggiato i “golpe istituzionali” in Honduras, Paraguay e Brasile), cambia la musica. Ma andiamo con ordine.
Trump land: America first
A pochi giorni dal suo insediamento a capo della potenza statunitense, Donald Trump è riuscito a battere alcuni record di politica estera. Tensioni con la Cina (a partire dal giorno stesso in cui si è insediato), l’Unione Europea e la Nato (che ha definito obsoleta), una crisi diplomatica con il Messico ed una forte tensione con i sette Paesi i cui cittadini hanno l’ingresso temporaneamente vietato o ristretto negli Stati Uniti, giudici permettendo.