Corsi di Spagnolo Circ. di Bologna 2017

CORSI DI LINGUA SPAGNOLA ASSOCIAZIONE ITALIA – NICARAGUA

Circolo di BOLOGNA

Inizio Corsi trimestre Ottobre – Dicembre 2017/ Lunedì 9 Ottobre 2017
 c/o Circolo 20Pietre – Via Marzabotto, 2 Bologna – Zona Osp.Maggiore

Riunione informativa (di preparazione ai corsi):

Lunedì 2 Ottobre 2017, ore 19 – presso 20 Pietre, via Marzabotto, 2 Bologna

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Comunicato Alges – San Salvador

L’Associazione Invalidi di Guerra del Salvador “Eroi del novembre 1989” (ALGES) commemora  il 28° anniversario dell’Offensiva Finale Fino alla Vittoria dell’11 novembre 1989. 
In questa importante data ricordiamo tutti i nostri compagni e le nostre compagne che valorosamente hanno combattuto per obbligare lo Stato salvadoregno a porre fine al conflitto armato e ad aprire la strada alla firma degli Accordi di Pace.

Come ALGES non possiamo dimenticare tutti gli eroi e le eroine che hanno perso la vita in questa azione storica lottando per la democrazia e le trasformazioni sociali nel nostro paese.
Ricordiamo anche il sacrificio di tutte le persone invalide di guerra, che con i propri corpi hanno assicurato questo processo di transizione dalla guerra alla pace.

A 28 anni dall’Offensiva Finale Fino alla Vittoria, come associazione siamo chiamati a continuare a difendere le nostre conquiste e i nostri ideali e a lottare per i nostri diritti fino a raggiungere   migliori condizioni di vita per gli invalidi di guerra, categoria che ancora soffre le conseguenze della guerra, che attualmente si trova in una situazione di salute critica e che è afflitta da altre avversità socioeconomiche.

Quindi come ALGES dichiariamo quanto segue:

I   Chiediamo allo Stato salvadoregno di dar compimento e di garantire i nostri diritti e le nostre richieste attraverso una migliore articolazione della prestazione di servizi da parte delle istituzioni pubbliche.

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DESA e funzionari dello Stato dietro l’omicidio di Berta Caceres

Un’indagine indipendente rivela piano criminale per annientare qualsiasi tipo di opposizione al progetto idroelettrico Agua Zarca

Tegucigalpa, 6 novembre (ALAI | LINyM) -. Una struttura criminale composta da funzionari pubblici, apparati di sicurezza dello Stato, alti dirigenti, impiegati e membri della sicurezza privata della ditta Desarrollos Energéticos S.A. (Desa), titolare della concessione per la costruzione del progetto idroelettrico Agua Zarca, avrebbe pianificato per mesi e poi eseguito l’omicidio della dirigente indigena Berta Caceres, all’interno di una strategia più ampia che aveva come obiettivo quello di controllare, neutralizzare ed eliminare qualsiasi tipo di ostacolo allo sviluppo del progetto energetico.

È questa una delle principali conclusioni contenute nel rapporto “Represa de violencia. El plan que asesinó a Berta Caceres”, presentato il 31 ottobre scorso dal Grupo asesor internacional de personas expertas, Gaipe, un’equipe formata da specialisti[1] in diritto internazionale per i diritti umani, diritto penale internazionale e diritto penale comparato, che per oltre un anno hanno svolto un’analisi indipendente, obiettiva e imparziale dei fatti di cui sono stati vittime Berta Caceres e il sociologo messicano Gustavo Castro.

Video della conferenza stampa

Bollettino speciale del Copinh sull’evento

Subito dopo i fatti tragici del 2 marzo dello scorso anno, sia la famiglia della dirigente indigena che il Copinh[2] avevano esortato il governo honduregno a permettere che la Commissione interamericana dei diritti umani, Cidh, inviasse un gruppo di investigazione indipendente e imparziale. Ritenevano, infatti, che le persone catturate all’epoca fossero pezzi di un ingranaggio più complesso e che i mandanti intellettuali del crimine non fossero ancora stati catturati. Di fronte al silenzio delle autorità, la famiglia, accompagnata da organizzazioni nazionali e internazionali, non aveva avuto altra scelta che quella di rivolgersi direttamente a esperti del settore.

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Honduras : Un appello all’azione per le attiviste dei diritti umani

180 organizzazioni a livello mondiale chiedono che si ponga fine

alla loro persecuzione e criminalizzazione

Tegucigalpa, 17 ottobre (Rel-UITA | LINyM) -. Con l’hashtag #DefendamosALasDefensoras, l’Iniziativa mesoamericana delle donne a difesa dei diritti umani, IM-Defensoras, e 179 organizzazioni internazionali, regionali e locali hanno pubblicato un appello urgente per dare visibilità al grave contesto di repressione e criminalizzazione in cui si trovano a operare movimenti sociali, organizzazioni dei diritti umani e, in modo particolare, le donne che difendono i diritti umani.

Durante gli ultimi quattro mesi, IM-Defensoras[1], di cui fanno parte più di 800 attiviste della regione, ha lanciato 14 appelli urgenti in cui denunciava le aggressioni subite dalle attiviste, dalle loro organizzazioni o dalle comunità in cui vivono.

La maggior parte di queste aggressioni, spiega l’organizzazione in una lettera pubblica[2], sono state compiute da agenti dello Stato e includono l’uso eccessivo della forza, la detenzione arbitraria e l’ingiusta incriminazione.

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Honduras-La violenza sulle donne è oramai un’epidemia

La violenza sulle donne è oramai un’epidemia
Diminuiscono i femminicidi ma aumentano i casi di violenza

Tegucigalpa, 12 ottobre (ALAI)

In Honduras ogni anno si registrano più di ventimila casi di violenza domestica, ogni 17 ore una donna viene assassinata e ogni giorno una donna scompare nel nulla. La militarizzazione della società e l’impunità in quasi il 95% dei casi di femminicidio favoriscono  la reiterazione dei crimini e consolidano la violenza contro le donne.
I dati che vengono presentati dalle organizzazioni dei diritti umani, sia nazionali che internazionali, dalle istituzioni pubbliche e dalle organizzazioni delle donne mostrano chiaramente la gravità della situazione.

L’Osservatorio sulla violenza dell’Università nazionale autonoma dell’Honduras, Unah, stima che, nel 2016, 463 donne abbiano perso la vita in modo violento. Durante il primo semestre dell’anno in corso sono almeno 188 le donne vittime di femminicidio. Il Commissario nazionale dei diritti umani in Honduras, Conadeh1, stima che tra il 2006 e il 2016 siano state assassinate 4.787 donne, ovvero una ogni 17 ore. Ogni mezzora una donna, una bambina, un bambino o un adolescente è vittima di stupro.

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50 anni dopo La Higuera

50 anni dopo La Higuera

L’EREDITA’ VIVA DI UN  MILITANTE  INTEGRO

Intervista ad  Aleida  Guevara

Di Sergio Ferrari

Mezzo secolo dopo il suo assassinio a La Higuera, Bolivia, Ernesto Che Guevara continua ad essere una delle figure politiche più universali. Non c’è praticamente  alcuna mobilitazione sociale nella quale il viso del guerrigliero argentino – cubano non appaia come stendardo.  Il 9 ottobre del 1967, quando cadde nella selva boliviana,, aveva appena 39 anni; sono poche le personalità politiche che, nonostante la loro breve vita, abbiano segnato così tanto la storia contemporanea. Il suo umanesimo integrale potrebbe essere una delle spiegazioni, come ha evidenziato  la figlia Aleida Guevara  durante una  sua recente visita in Svizzera organizzata dall’ Associazione Svizzera – Cuba.  Maggiore di quattro fratelli, la dottoressa  Guevara risiede a Cuba, paese dove è nata nel 1960; meno di due anni dopo la Rivoluzione cubana e appena quattro anni prima che suo padre si lanciasse nel combattimento  internazionalista, prima in Congo e poi in Bolivia.

Qual è l’ eredità  più importante che ha ricevuto da suo padre?

Senza alcun dubbio, la sua capacità di amare. Benché  io fossi molto piccola quando scomparì fisicamente dalla mia vita, ho sempre visto mio padre come l’uomo completo; non come un’icona o una immagine vuota, ma come  l’essere umano che sa amare.  E questa presenza attiva di mio padre  la dobbiamo a mia madre, una donna straordinaria che trasferì questo  amore ai suoi figli. Mio papà era sempre presente. Era il “buono”  del film.  Noi dovevamo essere bambini buoni, buoni studenti, perché amavamo nostro padre e perché lui fosse orgoglioso di noi. Tuttavia mia madre riuscì a far si che noi riuscissimo a vivere bene questo sentimento,  senza imposizioni, in maniera naturale.

E i ricordi più coscienti, più carnali?

Quando avevo 16 anni, mia madre mi diede da leggere delle  pagine  scritte a mano,  senza dirmi chi fosse l’autore.  Mi immersi  in quel  testo  fino a che mi resi conto che lo aveva scritto lui. Erano appunti sul suo primo viaggio in America Latina. Fu molto bello scoprire quell’uomo giovane,  che era mio padre ed era a me molto vicino. Un ragazzino di quasi la mia età.  Non era l’uomo che conoscevo da ciò che avevo letto  – come tutti i bambini cubani –  da quando ero molto piccola, e cioè il guerrigliero eroico, il comunista, lo statista, il dirigente.  Lì ho scoperto il giovane che era stato.  E’ stata un’ esperienza molto  bella!

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Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti approva Nica Act

Camera Bassa degli Stati UnitiGoverno nicaraguense condanna la decisione definendola ‘offensiva e retrograda’

 

Managua, 6 ottobre (LINyM) -. Con un comunicato emesso il 3 ottobre, il governo del Nicaragua ha annunciato che la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti (Camera bassa) ha approvato all’unanimità l’iniziativa di legge nota come ‘Nica Act’ (Nicaraguan Investment Conditionality Act of 2017).

L’iniziativa era stata presentata lo scorso anno dai congressisti di origine cubana Ileana Ros-Lehtinen (repubblicana) e Albio Sires (democratico). Dopo aver ricevuto l’approvazione del Comitato degli affari esteri, il progetto di legge era approdato alla Camera per la discussione e l’approvazione.

Il testo passerà ora al Senato. Qualora venisse approvata anche dall’altro ramo del Congresso statunitense e convertita in legge dal presidente Trump, l’iniziativa obbligherebbe il governo Usa a votare contro qualsiasi prestito degli organismi di credito multilaterali al Nicaragua. Continua a leggere

Nicaragua-Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti approva Nica Act


Governo nicaraguense condanna la decisione definendola ‘offensiva e retrograda’
Managua, 6 ottobre (LINyM)

Con un comunicato emesso il 3 ottobre, il governo del Nicaragua ha annunciato che la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti (Camera bassa) ha approvato all’unanimità l’iniziativa di legge nota come ‘Nica Act’ (Nicaraguan Investment Conditionality Act of 2017).
L’iniziativa era stata presentata lo scorso anno dai congressisti di origine cubana Ileana Ros-Lehtinen (repubblicana) e Albio Sires (democratico). Dopo aver ricevuto l’approvazione del Comitato degli affari esteri, il progetto di legge era approdato alla Camera per la discussione e l’approvazione.
Il testo passerà ora al Senato. Qualora venisse approvata anche dall’altro ramo del Congresso statunitense e convertita in legge dal presidente Trump, l’iniziativa obbligherebbe il governo Usa a votare contro qualsiasi prestito degli organismi di credito multilaterali al Nicaragua.
Secondo i suoi promotori, la misura avrebbe l’obiettivo di obbligare il governo di Daniel Ortega a ristabilire la democrazia e realizzare elezioni libere e trasparenti.
Secondo vari economisti, le conseguenze dell’approvazione del Nica Act ricadrebbero sul settore più povero della popolazione. La Banca interamericana di sviluppo, Bid, e la Banca Mondiale prestano annualmente al settore pubblico del Nicaragua circa 250 milioni di dollari destinati a programmi e progetti di investimento, cioè circa il 62% dei prestiti ufficiali ricevuti da fonti bilaterali e multilaterali di cooperazione.
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