I MAGA provano a prendersi l’America Latina con lo “scudo” di Trump
La lotta al narcotraffico e l’asse con i governi ultraconservatori servono solo a mascherare la militarizzazione statunitense dell’America del Sud
Managua, 9 aprile 2026 (di Giorgio Trucchi / Pagine Esteri) -.
Il 7 marzo scorso, il presidente statunitense Donald Trump e dodici capi di Stato latinoamericani e caraibici si sono riuniti a Doral, comune della Contea di Miami-Dade in Florida, dando vita a quello che si conosce come “Scudo delle Americhe” (Shield of the Americas).
Il documento finale firmato dai tredici governanti, tra cui Javier Milei (Argentina), José Antonio Kast (Cile), Daniel Noboa (Ecuador), Nayib Bukele (El Salvador), Nasry Asfura (Honduras) e José Raúl Mulino (Panama), prevede la messa in campo e l’utilizzo di “tutte le risorse necessarie e le facoltà legali disponibili” per smantellare i cartelli (della droga) e le organizzazioni terroriste nell’emisfero occidentale, togliendo loro qualsiasi controllo territoriale, accesso a finanziamento o ad altre risorse. Tra gli obiettivi anche quello di “tenere a bada le minacce esterne”, tra cui “le influenze straniere maligne extra emisfero occidentale”.
Per questa pseudo crociata contro il narcoterrorismo, come ama definirlo Trump, gli Stati Uniti lanciano una sorta di progetto di cooperazione militare multilaterale con governi ultraconservatori, dichiaratamente allineati con il trumpismo e gli interessi geopolitici e geostrategici di Washington. In tutto ciò, la lotta contro il traffico di droga c’entra poco o nulla e il mancato invito a potenze politiche ed economiche latinoamericane come Brasile, Colombia e Messico, i cui governi non seguono pedissequamente gli ordini di Washington, ne è la conferma.
“Si tratta di una riedizione 2.0 della vecchia dottrina Monroe di dominazione continentale e dell’imposizione dell’ideologia MAGA (Make America Great Again – America First). La retorica della lotta contro il narcotraffico non è altro che una facciata che serve a mascherare il processo accelerato di riposizionamento USA in America Latina, ridefinendo il suo perimetro di sicurezza e inasprendo le politiche interventiste e la militarizzazione della regione”, spiega a Pagine Esteri, Giovani Del Prete, coordinatore operativo della segreteria continentale di ALBA Movimientos.
Per poter avanzare con il suo progetto, continua Del Prete, Trump stringe alleanze con governi satellite, espressioni della destra ultra neoliberista latinoamericana, che garantiscono, costi quel che costi, gli interessi “stelle e strisce”. Oltre a ricomporre l’influenza statunitense sul continente, gli obiettivi del decantato “Scudo” sono quelli di scardinare il processo d’integrazione e indipendenza latinoamericana iniziato con la creazione di Alba-Tcp (Alleanza bolivariana per i popoli della nostra America – Trattato di commercio dei popoli) e Celac (Comunità degli stati latinoamericani e dei caraibi) e stroncare l’avanzata cinese (e le influenze russe) come principale partner commerciale del Centro e Sud America, in settori strategici come infrastrutture, tecnologie ed energia. Attualmente, più di venti paesi del continente hanno firmato memorandum d’intesa per partecipare alla Belt and Road Initiative (Nuova Via della Seta).
















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