Torna l’offensiva per privatizzare intere porzioni del Paese
Le ZEDE consentono a società straniere di amministrare territori con proprie regole, tribunali e sistemi fiscali. I movimenti popolari si mobilitano contro la cessione della sovranità nazionale
Tegucigalpa, 16 ottobre (di Giorgio Trucchi | Pagine Esteri) -.
Uno dei temi centrali che infiammò le campagne elettorali del 2021 e 2025 in Honduras, segnando una linea di frattura quasi insanabile nel Paese, è stato senza dubbio il controverso progetto delle Zone di Occupazione e Sviluppo Economico (note con l’acronimo spagnolo ZEDE). Per anni, i promotori di queste enclave hanno sbandierato promesse di lavoro, sviluppo e benessere a beneficio di migliaia di famiglie che continuano a vivere, o meglio sopravvivere, sotto la soglia di povertà. Le radici di questa complessa vicenda risalgono al 2011, quando il Congresso Nazionale modificò diversi articoli della Costituzione honduregna per approvare il regolamento delle Regioni Speciali di Sviluppo (RED), popolarmente note come “charter cities” o “ciudades modelo”.
Ideate e promosse dall’economista statunitense Paul Romer, le RED incarnavano il sogno ultraliberista di vaste porzioni di territorio nazionale sottratte alla giurisdizione statale e dotate di un altissimo grado di autonomia. Questi veri e propri feudi privati venivano offerti a tempo indeterminato al capitale multinazionale con il presunto obiettivo di generare occupazione. Contro un simile impianto, nato nel tentativo grossolano di mitigare la profonda crisi politica, economica e sociale sopravvenuta dopo il colpo di Stato civile-militare del 2009, si mobilitarono immediatamente organizzazioni sociali, gruppi spontanei di cittadini, forze politiche e giuristi, raccogliendo il sostegno di ampi settori della società.
Vennero raccolte firme in tutto il territorio nazionale e furono presentati oltre 50 ricorsi di incostituzionalità. Parallelamente, l’Associazione dei giuristi per lo Stato di diritto accusò formalmente l’allora presidente Porfirio Lobo, il presidente del Congresso Juan Orlando Hernández e ben 126 deputati di tradimento della patria.
L’opposizione legale ottenne un primo, storico risultato nell’ottobre 2012: il Plenum della Corte Suprema di Giustizia dichiarò infatti incostituzionale il decreto legislativo 283-2010 istitutivo delle RED. La sentenza confermò l’orientamento di quattro dei cinque magistrati della Sala Costituzionale, i quali avevano accolto i numerosi ricorsi presentati, evidenziando la palese violazione dei principi cardine della Carta Magna, in primis la forma di governo e la sovranità nazionale. Quando si toccano gli enormi interessi delle oligarchie locali e dei settori del bipartitismo tradizionale a essi strettamente legati, nonché i flussi del grande capitale internazionale, la reazione non può che essere immediata e violenta.
Nel dicembre dello stesso anno, il Congresso – guidato da quel Juan Orlando Hernández destinato a diventare capo dello Stato prima dell’arresto e della condanna a 45 anni di reclusione per narcotraffico negli Stati Uniti – avviò un procedimento di impeachment. L’atto si configurò come un vero e proprio colpo di Stato tecnico-istituzionale, che portò alla destituzione arbitraria dei quattro magistrati “ribelli”.
Una volta rimosso l’ostacolo giudiziario, nel gennaio 2013 la maggioranza bipartitica in Parlamento varò una nuova riforma costituzionale per istituire le odierne ZEDE (Decreto 236-2012), poi blindate otto mesi dopo con la Legge Organica (Decreto 120-2013). Sostanzialmente, il nuovo schema riproduceva la struttura delle RED: distretti territoriali concessi a investitori esteri in un regime di assoluta autonomia politica, fiscale, doganale, giudiziaria, giuslavoristica e di pubblica sicurezza.
A dispetto della rapidità legislativa, dovettero passare quasi sette anni prima dell’effettiva apertura della prima zona speciale. La pioniera è stata la ZEDE Próspera, insediatasi sull’isola caraibica di Roatán e concessa al consorzio Honduras Próspera LLC del finanziere venezuelano-statunitense Erick A. Brimen, il cui modello è supportato dai fondi di venture capital della Silicon Valley guidati da figure come Peter Thiel e Sam Altman.
Nel maggio 2021, il Congresso approvò un’ulteriore controversa riforma per ampliare a dismisura le esenzioni e i benefici fiscali degli investitori. La gestione e la regolamentazione di queste concessioni vennero affidate al Comitato per l’Adozione delle Migliori Pratiche (CAMP), un organo i cui membri, nominati dall’Esecutivo, erano figure di assoluta fiducia di Hernández. A completare il quadro di questa cessione di sovranità, a metà giugno dello stesso anno, la Corte Suprema istituì una Giurisdizione Speciale delle ZEDE, destinata a operare secondo il modello del diritto anglosassone (common law), un sistema totalmente estraneo alla cultura giuridica e alla tradizione del Paese.
Accanto al faraonico progetto di Roatán presero forma le uniche altre due iniziative operative: Ciudad Morazán(Choloma), fondata dall’imprenditore italiano Massimo Mazzone per operare nel settore delle maquiladoras, e Orquídea (San Marcos de Colón), mega-progetto agroindustriale focalizzato sull’esportazione di ortaggi.
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