Corsi di Spagnolo Circ. di Bologna 2017

CORSI DI LINGUA SPAGNOLA ASSOCIAZIONE ITALIA – NICARAGUA

Circolo di BOLOGNA

Inizio Corsi trimestre Aprile Giugno 2017/ Lunedì 3 e Martedì 4 aprile 2017
 Via Paolo Fabbri 110 – Bologna (Autobus 20,37)Zona Università di Bologna
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Anniversario Copinh- Berta Vive

Con la forza Ancestrale di Berta, Lempira,
Mota e Etempica si alzano le nostre voci
piene di vita, giustizia, libertà, dignità e pace.

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LIberta per Milagro Sala

La Memoria fiorisce in ogni lotta

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NICA ACT 2017

NICA ACT 2017: DI GUERRA FREDDA 2.0
E RINNOVATI COLONIALISMI

Evoca qualcosa di grottesco, drammaticamente grottesco, il cosiddetto “Nica Act” emesso dalla neo amministrazione statunitense poche settimane or sono. Accompagnato e sostenuto da una “insolita” spalla come il Washington Post, il provvedimento mira a congelare qualsiasi tipo di finanziamento a favore del governo del Nicaragua, presieduto dal Comandante Daniel Ortega Saavedra. Il reale motivo, le recenti e sempre più intense collaborazioni con la Russia di Vladimir Putin. Nello specifico, collaborazioni in ambito militare, con addestramenti sul campo e accordi per fornitura di equipaggiamenti, leggeri e pesanti. Ciò che però sembra davvero allarmare i solerti deputati, della destra estrema così come tra i democratici, promotori della iniziativa, è il sistema di posizionamento GLONASS – Global Navigation Satellite System per la sua sigla in inglese –, frutto della tecnologia russa. Un sistema che permetterebbe, nel caso del paese centroamericano, oltre a un maggiore e più perfezionato monitoraggio delle attività commerciali e di tante altre a esse direttamente collegate (distribuzione della energia e traffico marittimo e fluviale, per citarne solo alcune) dare un prezioso contributo in ambito strettamente geofisico. E cioè in caso di catastrofi naturali come alluvioni o eruzioni vulcaniche, eventi per i quali il Nicaragua, come purtroppo tanti altri paesi dell’America Latina, paga troppo spesso un altissimo prezzo in termini di vite umane.

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El Salvador : Parlamento vota la messa al bando dell’industria metallifera

Risultato storico di una lotta che ha profonde radici sociali

Managua, 31 marzo (LINyM) -. Con 70 voti a favore e nessuno contro, l’Assemblea legislativa di El Salvador ha approvato una legge che mette al bando l’industria metallifera sia a cielo aperto che sotterranea. La nuova legislazione proibisce l’esplorazione, estrazione, lavorazione e trasformazione di metalli e annulla tutte le richieste di concessioni minerarie in corso. Per l’attività mineraria artigianale, i legislatori hanno concesso un periodo di due anni per la riconversione industriale, vietando però da subito l’uso di sostanza tossiche come il cianuro e il mercurio.

Il regolamento per l’applicazione della nuova legge dovrà essere approvato entro e non oltre sei mesi dalla sua entrata in vigore. 14 i deputati assenti al momento della votazione.

Un risultato storico che è soprattutto il frutto di più di 12 anni di lotte comunitarie, per le quale i movimenti ambientalisti e le stesse comunità hanno pagato un prezzo altissimo in termini di repressione e perdita di vite umane.

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GIUSTIZIA: UN GRIDO PER LE BAMBINE DEL GUATEMALA! FIRMA SUBITO

Un altro 8 marzo macchiato di sangue!

Questa volta con il sangue delle innocenti.
40 bambine del Guatemala sono morte e altre ancora lottano tra la vita e la morte. Bambine che avrebbero potuto essere di qualunque altro paese, che avrebbero potuto essere nostre figlie e che sono morte carbonizzate. Per ignoranza? Per disattenzione? Per trascuratezza? Per indifferenza? Le risposte ormai non importano più, importano le misure che prenderemo da ora in avanti per impedire che fatti orribili come questo possano accadere nuovamente e che noi ci sentiamo di nuovo impotenti.

L’Associazione Italia Nicaragua vi invita a firmare l’appello

http://click.exacttarget.change.org

Il Guatemala non sarà mai più lo stesso, e anche noi. Come ignorare questa tragedia? Il dolore di questa perdita ci rende tutte sorelle.

Il “Hogar Seguro” (ndt “Casa Sicura”) Virgen de la Asunción è risultato non essere tanto sicuro e noi ci chiediamo, quante altre case ci saranno in Guatemala che sono fuori norma allo stesso modo e mettono a rischio altre vittime innocenti? TI INVITIAMO A FARE QUALCOSA NEL MERITO!

Dalla Fundación Mujeres Poetas Internacional MPI, Inc. attraverso la causa Grito de Mujer® (ndt “grido di donna”) e in nome dei nostri rappresentanti in Guatemala e coordinatori del Festival Internacional de Poesía y Arte Grito de Mujer nella Città del Guatemala, sotto l’iniziativa SolunartGT, da parte anche dei nostri collaboratori in Xela e nel nome di più di 30 paesi che questo mese di marzo 2017 si sono uniti a livello mondiale per celebrare la parola d’ordine “Un grido di libertà” per tutte le bambine del mondo, lanciamo una petizione di solidarietà ed empatia per arrivare alle autorità pertinenti in Guatemala, perché vi sia un controllo delle condizioni delle case che devono garantire la protezione delle nostre figlie.

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Honduras “Denuncio lo Stato!”

Dirigente contadino accusa le autorità honduregne per averlo incarcerato per più di sette anni senza uno straccio di prova

Managua, 22 marzo (LINyM) -.

José Isabel Morales, conosciuto come “Chabelo”, ha passato quasi sette anni in carcere, accusato ingiustamente di delitti che non ha mai commesso. Ha subito tre processi basati sul nulla. In carcere è stato aggredito, minacciato di morte, ha perso un occhio e non gli è stato permesso di assistere ai funerali di suo padre e di sua figlia.
Membro del  Movimiento Contadino dell’Aguán (MCA) si è dichiarato fin dall’inizio prigioniero politico ed ha combattutto affinché trionfasse la verità. La solidarietà nazionale e internazionale lo ha accompagnato costantemente durante i processi a cui è stato sottoposto e nel maggio scorso, il massimo organo di giustizia honduregno ha riconosciuto la sua innocenza.
È stato quindi rilasciato e ha ricevuto la sua “carta de libertad” definitiva, il documento che oltre ad autorizzare la scarcerazione sancisce la sua piena e totale innocenza per i reati che gli erano stati attribuiti.
Chabelo ha finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo e ora ha deciso di denunciare lo Stato alla Corte interamericana dei diritti umani, Cidh, per i soprusi subiti.
Sia per il dipartimento legale del Gruppo di riflessione, ricerca e comunicazione, Eric, che per la Clinica legale per i diritti umani dell’Università di Los Angeles, si tratta di un caso emblematico che mette a nudo le debolezze del sistema di giustizia honduregno “che solo attacca gli indifesi”.

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