CORSI DI SPAGNOLO Circ. di BOLOGNA

Reunión Informativa: viernes 2 octubre 2015, a las 21.00

Via Paolo Fabbri, 110 (Zona San Donato/Università Bologna)

Per informazioni: 
Cecilia Jerardino: 340.3303966051495821
Valentina Corni : 338.2468506
Giorgio Pancaldi: 334.5778944
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Nicaragua celebra el 37 aniversario del triunfo revolucionario

ninoEl pueblo nicaraguense se desbordó para el 37/19

Por Giorgio Trucchi | LINyM

http://nicaraguaymasespanol.blogspot.com/2016/07/fotos-nicaragua-celebra-el-37.html

Una multitud abarrotó la Plaza La Fe en Managua para celebrar el 37 aniversario de la victoria del pueblo nicaraguense sobre la sangrienta dictadura de los Somoza.

“Nicaragua es hoy una nación independiente, soberana, pacífica y democrática de hombres y mujeres libres, como soñó el General Augusto C. Sandino, y por la que dieron su vida tantos otros patriotas y revolucionarios, entre ellos el inolvidable Comandante Carlos Fonseca Amador”, escribió en un mensaje el presidente de Cuba, Raúl Castro.

“La victoria sandinista significó la apertura de nuevos caminos para América Latina. En 1979 ustedes nos demostraron que es posible hacer realidad los ideales de un pueblo”, recordó el presidente salvadoreño Salvador Sánchez Cerén.

“En esta época dura y compleja, a nombre del pueblo de Venezuela, quiero hacer un reconocimiento al presidente Daniel Ortega, a la compañera Rosario Murillo, por su lealtad, por su perseverancia, por la continuidad de las banderas originales de Sandino, de Fonseca Amador”, señaló el presidente venezolano Nicolás Maduro.

“Hoy podemos decir que el pueblo de Nicaragua y el pueblo de Venezuela somos dos pueblos hermanos en el mismo combate, en la misma trinchera”, agregó el mandatario.

Durante su alocución, el presidente Daniel Ortega hizo un llamado a las potencias mundiales a poner fin a las guerras y a la desestabilización de los gobiernos progresistas, y los invitó  a destinar esos recursos “para construir la paz, para asegurar la vida, para el desarrollo, revertir el calentamiento global, erradicar el hambre y la pobreza”.

Fotos G. Trucchi | LINyM
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Colombia

Colombia.accordi.dipace.M.Consolo

Colombia: a un passo dalla pace ?

Dopo più di 50 anni di guerra, lo scorso 23 giugno il governo colombiano e la guerriglia marxista delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP), hanno firmato un cessate il fuoco bilaterale e definitivo. Alla presenza del Presidente cubano Raul Castro, la firma congiunta del Presidente Juan Manuel Santos e del massimo dirigente delle FARC, Timoleón Jiménez  è stata apposta a La Habana, dove da quasi 4 anni vanno avanti i difficili colloqui di pace, con Cuba e Norvegia come Paesi garanti, e Venezuela e Cile come accompagnanti.

Continua: http://marcoconsolo.altervista.org/colombia-un-passo-dalla-pace/

 

Honduras/Guatemala: Ondata di attacchi contro attivisti e difensori dei diritti umani

Funerali di Lesbia Urquía (Foto EFE)Gli omicidi di Brenda Estrada e Lesbia Urquía sono solo gli ultimi di una lista interminabile di crimini

Managua, 13 luglio (Rel-UITA | LINyM) -. Difendere i diritti dei lavoratori, della terra, delle risorse naturali e fare i giornalisti continuano a essere attività ad altissimo rischio sia in Guatemala che in Honduras. Secondo la Rete dei difensori dei diritti del lavoro, tra il 2004 e il 2013 sono stati assassinati almeno 70 sindacalisti. Solo per 18 di questi casi si è arrivati a una sentenza definitiva in tribunale.

L’ultimo omicidio si è verificato lo scorso 19 giugno quando Brenda Marleni Estrada Tambito, vicecoordinatrice della Commissione di consulenza legale dell’Unione sindacale dei lavoratori del Guatemala, Unsitragua Histórica, e figlia del noto sindacalista Jorge Estrada, è stata uccisa da sconosciuti.

Era alla guida della sua macchina nella Zona 1 della capitale guatemalteca quando un veicolo le si è avvicinato e gli occupanti hanno aperto il fuoco. Brenda Estrada è stata raggiunta da cinque colpi di pistola ed è morta sul colpo.

Prima di essere assassinata, Estrada si stava occupando, insieme al padre, delle trattative per la firma dei contratti aziendali in varie piantagioni di banane nella zona di Izabal, all’oriente del Guatemala.

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Comunicato”Berta Vive Milano”

Lesbia_Janeth_Urquia

Milano, 13 luglio 2016

COMUNICATO DEL COMITATO “BERTA VIVE” DI MILANO SULL’OMICIDIO DI LESBIA YANETH URQUIA URQUIA: BASTA IMPUNITA’, BASTA FEMMICIDI POLITICI!

Venerdì 8 luglio “El Heraldo” ha pubblicato un’intervista a Julián Pacheco Tinoco, ministro degli Interni del Governo dell’Honduras, nella quale lo stesso ha ammesso di aver fallito nella protezione di Berta Cáceres. “Abbiamo commesso vari errori” ha dichiarato.
Le indagini proseguono, ci sono cinque indagati, tra cui Sergio Rodríguez e Douglas Bustillo, rispettivamente dirigente ed ex vicecapo della sicurezza privata della Desarrollos Energéticos S.A. (DESA), impresa che ha in carico la costruzione di una diga sul Rio Gualcarque, contro cui si batteva Berta.* 
Quattro mesi e quattro giorni dopo l’omicidio di Berta Isabel Cáceres Flores, il 5 luglio, un’altra donna, vincolata al Copinh, un’altra attivista ambientalista e per i diritti degli indigeni dell’Honduras è stata assassinata. Un altro errore nella protezione? Basta impunità!
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Un nuovo omicidio politico in Honduras – G. Trucchi su Radio Onda d’Urto

Quattro mesi dopo l’omicidio di Berta Cáceres, un’altra attivista ambientalista e per i diritti degli indigeni dell’Honduras è stata trovata morta in una discarica a Marcala, una municipalità nel dipartimento di La Paz, circa 160 chilometri a ovest dalla capitale Tegucigalpa.

Si tratta di Lesbia Yaneth Urquía – 49 anni, madre di tre figli – appartenente, come la Cáceres, al Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras (Copinh). Da tempo si opponeva al progetto idroelettrico Aurora I, al quale sono legati la presidente del partito di governo, nonché vicepresidente del Congresso, Gladys Aurora Lopez e suo marito.

Urquía è la terza dirigente ambientalista uccisa durante il 2016 in Honduras. Dopo Cáceres, uccisa nella sua casa lo scorso 2 marzo, un altro militante del Copinh, Nelson Garcia, è stato assassinato nella zona di Río Chiquito dopo un violento sgombero da parte della polizia di centinaia di famiglie indigene e contadine.

Ne parliamo con Giorgio Trucchi, giornalista e corrispondente dal Centro America della Rel-Uita.

ASCOLTA o SCARICA l’intervista di Radio Onda d’Urto

HONDURAS: ENNESIMO OMICIDIO POLITICO DI UN’AMBIENTALISTA

Honduras: “Non smetteremo mai di lottare per la verità e la giustizia” Bertha Zúniga

Bertha Zúniga Cáceres (Foto G. Trucchi | Rel-UITA)Intervista a Bertha Zúniga, a quattro mesi dall’omicidio di sua madre,
la dirigente indigena Berta Cáceres

Tegucigalpa, 6 luglio (LINyM) -. La notte del 2 marzo, nella zona periferica della città di La Esperanza, nell’occidente dell’Honduras, la dirigente indigena e coordinatrice del Copinh, Berta Cáceres, cadeva sotto le pallottole assassine di chi voleva mettere a tacere la sua voce e la sua lotta contro il modello estrattivo, che privatizza e saccheggia i beni comuni. Quattro mesi dopo, sua figlia Bertha dice che la strada per arrivare alla verità e alla giustizia è ancora molto lunga e piena di ostacoli.

– A quattro mesi dall’omicidio di tua madre, come prosegue la lotta per impedire che questo crimine rimanga impunito?

– Sono stati 4 mesi piuttosto intensi e difficili, non soltanto per l’impatto emotivo di fronte a una perdita così grande, ma anche per tutti gli ostacoli che abbiamo incontrato nella ricerca di una giustizia profonda e vera. Ostacoli principalmente posti dallo Stato dell’Honduras.

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