Corsi di Spagnolo Circ. di Bologna 2018

CORSI DI LINGUA SPAGNOLA ASSOCIAZIONE ITALIA – NICARAGUA
Circolo di BOLOGNA

Inizio Corsi trimestre Aprile – Giugno 2018/ Lunedì 9 Aprile 2018
c/o Circolo 20Pietre – Via Marzabotto, 2 Bologna – Zona Osp.Maggiore

I livello : Lunedì e mercoledi’ : 18.30-20.00
II livello : Lunedì e mercoledi’ : 20.00-21.30

III livello : Martedì e giovedì : 18.30-20.00
IV livello : Martedì e giovedì : 20.00- 21.30

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Comunicato dal circolo ItaNica Livorno

Carissimi amici sostenitori del commercio equo e soci/simpatizzanti dell’Associazione Italia Nicaragua

La vicenda della nostra bottega del mondo “Laboratorio della Solidarietà” di Livorno (bottega dell’Associazione Italia Nicaragua) potrebbe essere alla fine della propria utopia…
Il Comune pretende tutto l’affitto arretrato imposto e sempre rifiutato perché troppo alto e comunque al di fuori delle nostre possibilità.
Abbiamo sempre pagato una quota politica chiedendo alle varie amministrazioni che riconoscessero la natura senza fine di lucro del Commercio Equo e Solidale, visto che oltre tutto facevamo aggregazione in un quartiere dormitorio creando molte iniziative coinvolgendo anche le scuole del quartiere! Circa 200 associazioni livornesi hanno il riconoscimento di uno sconto sull’affitto del 90% per il  ruolo sociale che svolgono.

“La nostra attività, è sempre stata considerata dall’ufficio patrimonio del comune di Livorno come commercio puro e semplice e quindi non avente diritto!”

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Honduras/A 25 mesi dall’omicidio di Berta Cáceres i mandanti sono ancora liberi

In giugno l’inizio del processo per le persone coinvolte nel crimine della dirigente indigena

La Esperanza, Intibucá, 5 aprile (LINyM) -.
Víctor Fernández, responsabile politico del Movimento ampio per la dignità e la giustizia, Madj, e rappresentante legale della famiglia di Berta Cáceres, ha fatto il punto sulla lotta intrapresa per rimuovere il velo di segretezza e di impunità che circonda il caso della leader indigena assassinata 25 mesi fa.

– Nel giorno del secondo anniversario dell’assassinio di Berta Cáceres è stato arrestato Roberto David Castillo, ex presidente esecutivo del gruppo Desarrollos Energéticos SA (Desa). E’ accusato di essere il mandante del crimine.
Qual è la sua valutazione?
 –
È incredibile vedere la freddezza con cui le istituzioni honduregne hanno calcolato il momento esatto per eseguire l’arresto. Le informazioni sul coinvolgimento di Castillo nell’assassinio di Berta (Cáceres) sono note da oltre un anno e abbiamo presentato un’accusa diretta contro quest’uomo dall’ottobre dell’anno scorso. Non abbiamo mai avuto risposta.

Il mandante è colui che prende la decisione di commettere e finanziare un crimine. Secondo la testimonianza dello stesso David Castillo, egli era un impiegato di Desa. Gli azionisti del consiglio di amministrazione della società sono altri. Fanno parte della famiglia Atala e in tutte le comunicazioni (intercettazioni telefoniche nelle mani del Pubblico Ministero, ndr) progettano azioni criminali contro il Copinh (1)  

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Zucchero Nobel, zucchero maledetto!

Lavoratori Ingenio Taboga a Cañas (Foto G. Trucchi | Rel-UITA)Costa Rica : Stremati e delusi, centinaia di lavoratori e lavoratrici migranti provenienti dal vicino Nicaragua
hanno detto basta e hanno incrociato le braccia

 

Cañas, 16 marzo (Rel-UITA | LINyM) -. “Bisogna fermare subito questo orrore!”. È il grido di preoccupazione di Saray López, segretaria generale del Sindacato dei lavoratori dell’industria della canna da zucchero, Sintraica, un’organizzazione che fa parte della Federazione nazionale dei lavoratori dell’agroindustria, Fentrag.

“Qualche anno fa c’è stato un cambiamento ai vertici dello zuccherificio (Ingenio) Taboga e le condizioni di lavoro e i salari sono notevolmente peggiorati. Abbiamo quindi deciso di rispondere alla provocazione con una maggiore organizzazione, consapevoli che avremmo dovuto coinvolgere anche il personale stagionale, che viene assunto per il periodo della raccolta della canna da zucchero (zafra) da dicembre a maggio e che è composto quasi unicamente da migranti nicaraguensi.

Questa situazione – continua López – ci ha di fatto obbligati a rivedere la nostra strategia, intensificando la campagna di tesseramento tra i lavoratori e le lavoratrici stagionali (zafreros), che alla fine sono quelli che subiscono maggiormente le politiche aziendali di sfruttamento e discriminazione. In meno di tre mesi siamo riusciti a triplicare la quantità di iscritti”.

– (VIDEO)      Trabajadores del Ingenio Taboga SA dijeron ¡basta ya!

– (GALERÍA)  Trabajadores zafreros continúan movilizados

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Farabundo Martí sconfitto nelle urne

El Salvador : Destra salvadoregna controllerà il Parlamento e le principali città

di Marco Consolo

Il 4 marzo scorso, nel “pollicino d’America” si sono svolte le elezioni legislative (84 deputati in una sola Camera) e le elezioni comunali (262 comuni). Nonostante la presentazione di ricorsi in due dipartimenti del Paese, i risultati sono praticamente definitivi. Con un’affluenza di poco maggiore che quella delle elezioni legislative del 2015 (+ 70.000), il governante Fronte Farabundo Martí per la liberazione nazionale (FMLN) esce sconfitto da una dura contesa.

Il voto per i deputati si è concentrato in 4 partiti: la destra oltranzista di ARENA ottiene 39 deputati, 4 in più (822,422 voti); il Frente Farabundo Martì per la liberazione nazionale (FMLN) 23, ovvero 8 in meno, con 474.891 voti; GANA (destra “moderata”) 10 seggi con 222.547 voti; la destra della cosiddetta “famiglia militare” del Partido de Concertación Nacional (PCN) ottiene 9 deputati con 209.575 voti; PDC (Democrazia cristiana) 3 deputati con 61.604 voti; Centro Democratico (centro sinistra) 1; più un deputato senza partito [1].

Con questo risultato le destre ottengono sia la maggioranza semplice, che quella qualificata, anche se i voti di ARENA non saranno sufficienti, ma dovrà negoziare entrambe con le altre formazioni della destra.

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Honduras – ONU presenta rapporto sulla violazione ai diritti umani durante le elezioni

L’uso sproporzionato della forza da parte di poliziotti e militari provocò morti e feriti

Managua, 15 marzo (LINyM) -.

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Office of the High Commissioner for Human Rights, OHCHR) in Honduras ha presentato un rapporto sulla violazione ai diritti umani nel contesto delle elezioni generali dello scorso anno, che hanno lasciato un tragico saldo di almeno 23 persone morte e 60 ferite.
I comizi elettorali del 26 novembre sono stati offuscati da innumerevoli irregolarità e forti denunce di frode. Le proteste dei cittadini sono state represse con estrema violenza dai corpi armati dello Stato. Si sono contati a decine i morti, feriti e gli arrestati durante la crisi post elettorale.

Nel suo rapporto, l’OHCHR segnala che prima della giornata elettorale “ampi settori della popolazione avevano messo in dubbio la credibilità del sistema e dell’intera macchina elettorale”. La risoluzione della Corte suprema di giustizia che ha permesso l’iscrizione della candidatura del presidente uscente Juan Orlando Hernández a un secondo mandato, ha inoltre provocato un forte malcontento in quanto proibita dalla Costituzione.
Il giorno delle elezioni, i ritardi prolungati e le accuse di irregolarità nel conteggio dei voti hanno dato luogo a denunce di brogli. A partire dal 29 novembre si è scatenata un’ondata di proteste in tutto il Paese e il presidente Hernández ha imposto un coprifuoco di 10 giorni.

A partire da questo momento il livello di repressione è aumentato in modo vertiginoso.
L’analisi dell’OHCHR in Honduras rivela che la risposta dello Stato alle proteste “è stata la causa di gravi violazioni dei diritti umani”.
Sulla base di queste osservazioni, l’Alto commissariato considera che le forze dell’ordine – specialmente la Polizia militare dell’ordine pubblico (PMOP) e l’esercito – “abbiano fatto un uso sproporzionato della forza per controllare e disperdere le proteste, anche di forza letale che ha provocato morti e feriti tra i manifestanti e passanti”.

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Con il Forum Sociale Mondiale 2018 sotto i riflettori …

«È sempre necessario affermare che un altro mondo è possibile»

 Intervista con Bernd Nilles, direttore della Ong Azione Quaresimale Svizzera

Sergio Ferrari*
Numerose organizzazioni internazionali hanno sostenuto e promosso, sin dal principio, il processo no global radicato nel Foro Sociale Mondiale (FSM). Pur senza risparmiare critiche, molte di loro non rinunciano a vedere in questo spazio segni di speranza nella ricerca di un’alternativa al sistema.
“Se è vero che ci sono rischi di sofferenza, c’è anche un potenziale di resurrezione e di progresso”, afferma Bernd Nilles, direttore dall’aprile 2017 di Azione Quaresimale dei cattolici della Svizzera (AdC), una delle più importanti Ong svizzere di cooperazione. In precedenza, per nove anni, era stato segretario generale della CIDSE, una rete internazionale di agenzie di sviluppo cattoliche, di cui fa parte anche Azione Quaresimale. Entrambe attivamente coinvolte nel processo nato nel 2001 a Porto Alegre. Anche la CIDSE ha un rappresentante nel Consiglio Internazionale, istanza di promozione del Forum Sociale Mondiale.
 

Intervista

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El Salvador: a sinistra un cammino in salita

Il prossimo 4 marzo, in Centro America, El Salvador sarà chiamato alle urne sia per le elezioni politiche parlamentari (84 deputati), che per le municipali di 262 comuni.

I sondaggi, seppur poco affidabili, danno la vittoria alla destra, ma con un 47% di indecisi. Si tratta di un test importante, anche in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo anno e determineranno il futuro governo in una Repubblica presidenziale. Quelle elezioni sono la vera incognita.
Come si ricorderà, dal 1980 al 1992 il “pollicino d’America” è stato dilaniato da una sanguinosa guerra civile, costata più di 70.000 morti e centinaia di migliaia di profughi interni e non.

Dal 1992 fino al 2009, il Paese è stato governato dalla destra oligarchica della Alianza Republicana Nacionalista (ARENA), responsabile diretta di crimini e massacri contro la popolazione durante la guerra.  Il governo di Arena ha realizzato una dura politica di aggiustamento strutturale neo-liberista che ha messo in ginocchio il Paese.  E a partire dal 1° gennaio 2001, El Salvador ha adottato il dollaro statunitense come moneta di corso legale, ipotecando pesantemente la sua politica economica e cambiaria.

Imn queste condizioni, nel 2009 il governo è passato al partito erede della guerriglia, il Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (FMLN), prima con l’alleato indipendente Mauricio Funes, ed oggi con il Presidente Salvador Sánchez Cerén, ex-comandante guerrigliero, firmatario degli Accordi di Pace. Gli ultimi due governi dell’FMLN sono riusciti a lavorare a beneficio della popolazione, nonostante abbiano nuotato contro corrente, con una camicia di forza istituzionale e contro un apparato statale che la destra ha blindato da quasi duecento anni.

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El Salvador: a sinistra un cammino in salita

 

Dal Nord al Sud Italia Berta Vive!

Sono passati due anni dal vile assassinio di Berta Caceres, uccisa in casa sua da sicari durante la notte tra il 2 e il 3 marzo 2106.
Ma la voce di questa donna che difendeva la sua terra e i diritti del popolo Lenca non si è spenta, anzi, si è moltiplicata.
Oggi in Honduras continuano le violenze, la repressione e l’impunità.
E mentre non si smetterà di chiedere giustizia per la sua morte, migliaia e migliaia di uomini e donne, in tutto il mondo, hanno assunto l’impegno di portare avanti la lotta di Berta, non solo in Honduras.

 

Berta Vive
Copinh Sigue

 

 

 

 

 

 

 

 

Brasile

“L’ex presidente Lula ha diritto a candidarsi alle prossime elezioni” Joao Pedro Stédile

Ampia intervista sulla congiuntura brasiliana

(cortesia Giorgio Trucchi)
Rio de Janeiro, 23 febbraio (Denise Assis | O Cafezinho) -. Il leader del MST e del Fronte Brasile Popolare, João Pedro Stédile, ritiene che la soluzione alla crisi attuale – “la più grave dopo quelle già vissute nel 1930, 1960 e il 1980” – dipenda da una vasta articolazione di forze sociali. “Unite, aiuterebbero a elaborare un nuovo progetto per il Paese”, ha detto.
Il Fronte Brasile Popolare è una specie di fronte ampio, composto da 88 movimenti popolari e correnti di partito. Insieme, hanno il ruolo di analizzare costantemente la situazione e delineare gli scenari per le soluzioni.

Secondo Stédile, l’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva dovrebbe iscrivere la sua candidatura il 15 agosto prossimo, come già annunciato dal Partito dei lavoratori, PT, e correre anche se si trovasse in carcere. Se ciò si verificasse, il dirigente del MST sarebbe a favore della disobbedienza civile. “L’idea che tutte le persone possano ribellarsi contro le leggi o i governi che non esprimono la volontà della maggioranza o che applicano procedure chiaramente ingiuste e disumane, non è una novità politica”, sostiene. “Ha la sua origine nella chiesa”.
Nonostante ciò, il dirigente mostra preoccupazione per la situazione e per quanto podrà accadere. “La stragrande maggioranza delle persone non è organizzata. Quindi abbiamo bisogno di unire due elementi: spiegare alle persone chi sono i colpevoli di questa situazione e chi è il loro vero nemico e contemporaneamente, organizzarle per la ribellione”.
La situazione politica del Brasile
1.- Il momento attuale è molto confuso dal punto di vista politico. Ma i movimenti sociali, tanto il MST quanto il MTST appaiono agli occhi della società abbastanza forti e organizzati. A che cosa si deve questo?

JPS:  Il Brasile vive una grave crisi economica, che ha portato come conseguenza una crisi sociale, con la crescita della disuguaglianza, della disoccupazione e della disperazione. Da tutto ciò è scaturita una crisi politica poiché la borghesia brasiliana ha realizzato un golpe mediatico-giuridico-parlamentare  per ottenere il controllo assoluto dei quattro poteri, in modo da rovesciare tutto il peso della crisi economica sulla classe lavoratrice.
Il paese ha vissuto crisi altrettanto gravi nel 1930, 60 e 80. E tutte ci hanno insegnato che la via d’uscita è di lungo periodo e dipende da un’ampia articolazione di forze sociali che si raccolgano intorno a un nuovo progetto.

In questi periodi di crisi, i settori meno organizzati, le masse, sono disorientati. E le organizzazioni politiche, che non abbiano fatto una lettura corretta della congiuntura, perdono anch’esse di rilevanza.  Ci sono molti personaggi pubblici e partiti che non sanno cosa dire. O dicono solo sciocchezze di cui nessuno tiene conto.
Noi abbiamo affrontato molte difficoltà come MST perchè la riforma agraria è paralizzata da quattro, cinque anni, senza reali conquiste. Anche per questo abbiamo impiegato grandi energie nel costruire il Fronte Brasile Popolare, come una specie di Fronte ampio, composto da 88 movimenti popolari e correnti di partito,  per collegarci, analizzare permanentemente la congiuntura e decidere cosa fare insieme. E’ questo che abbiamo fatto negli ultimi due anni.
La via d’uscita da questa crisi storica dipenderà anche dalla creazione di un Fronte più grande, che raccolga la maggior parte delle forze popolari, soprattutto quelle ancora disorganizzate. Per ora, queste forze popolari disorganizzate non sono attive,  tuttavia hanno indentificato Lula come il loro simbolo di cambiamento. Dobbiamo anche riuscire ad attrarre verso un progetto di nazione forze sociali che sono ancora isolate.
Speriamo che nei prossimi mesi e anni, le masse si mettano in movimento, spinte dall’indignazione e dalla volontà politica di costruire un nuovo progetto di paese. E’ successo in altri periodi della nostra storia  e, ne sono sicuro, tornerà a succedere in breve tempo in Brasile.
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